Coronavirus: Italia ancora nel picco, salgono decessi e infettati


Il dato dell’aumento dei malati di coronavirus in Italia resta stabile. Nella conferenza stampa dalle ore 18, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha reso noti i dati aggiornati al 3 aprile. Il totale dei positivi è di 85388, rispetto a ieri sono aumentati di 2.339 unità. Dal totale dei positivi al coronaviruis 4068 si trovano in terapia intensiva, 28741 ricoverati con sintomi e 52572 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi. Stabile anche il numero delle vittime, che non rallenta. Nelle ultime 24 ore sono decedute 766 persone per un totale di 14681. Sempre stabile il dato sui guariti che raggiungono le 19758 unità. Da ieri sono guarite dal covid 19 1480 persone.

Fermi anche il 1 maggio – “A casa anche il primo maggio? Credo proprio di sì”. Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, si esprime così ai microfoni di Radio Anch’io. “Gli esperti analizzano quelle che sono le curve di evoluzione dell’epidemia ma sono i fatti che contano, i dati che arrivano dalle regioni: io mi attengo a quelli e ci dicono che diminuisce il numero dei nuovi ricoverati e di quelli che entrano in terapia intensiva, aumenta il numero dei guariti e aumenta in modo contenuto il numero dei positivi e cala sensibilmente rispetto ai giorni scorsi quello dei deceduti. Siamo in una situazione stazionaria, i medici negli ospedali possono tirare il fiato”, aggiunge. (Continua a leggere dopo la foto)









“I contagi restano perché sono frutto dei comportamenti passati, di due settimane fa”, osserva. Le misure restrittive, vista la situazione, sono destinate a rimanere in vigore. “Purtroppo sì, dobbiamo stare in casa ancora per molte settimane, credo anche il primo maggio. Dovremmo essere rigorosissimi e credo cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze”, afferma.

“L’acceso agli ospedali e alle terapie intensive non sta crescendo. I numeri parlano chiaro, cresce anche il numero dei positivi che sono a casa, in terapia intensiva ci si arriva facendo un percorso che parte da un ricovero con sintomi e questi numeri diminuiscono. E questo significa che si sta fronteggiando la malattia. Non mi risultano situazioni dove gli ospedali non riescono a garantire il ricovero in terapia intensiva”, dice ancora. (Continua a leggere dopo la foto)






Il vaccino – Potrebbe essere una delle notizie più belle degli ultimi 50 anni: la scienza fa importanti passi avanti nella lotta al coronavirus. E il vaccino potrebbe essere disponibile prima del previsto. Lo hanno annunciato oggi i ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine coordinati dall’italiano Andrea Gambotto e Louis Falo. Hanno infatti dato risultati positivi i primi test sui topi di un vaccino-cerotto (che rilascia il principio attivo nella pelle) contro il Covid 19, potenzialmente semplice ed economico da produrre su vasta scala: i topi vaccinati producono anticorpi specifici contro il virus. (Continua a leggere dopo la foto)



 

I risultati di questi test iniziali sono stati pubblicati su EBioMedicine, rivista pubblicata da Lancet. Si tratta del primo studio ad essere pubblicato in seguito a revisione da parte di scienziati di altri istituti e descrive un potenziale vaccino contro il COVID-19. “La possibilità che questo vaccino protegga dal virus Sars Cov 2 è alta – sostiene – ora stiamo verificando la capacità di neutralizzare il virus su cellule umane in provetta usando gli anticorpi isolati dai topi vaccinati”.

Gli esperti che ci stanno lavorando, stanno ora sottoponendo il vaccino al vaglio dell’Food Drug Administration (FDA) e se riceveranno l’autorizzazione inizieranno la prima sperimentazione su pazienti al più presto entro un paio di mesi: “Crediamo che i test sulle scimmie non siano necessari – precisa Gambotto – altri vaccini sono entrati in sperimentazione clinica senza alcun test animale. La nostra vision è di inserirlo insieme al vaccino dell’influenza stagionale”.

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