Ponza, dalla corona di spine secca del crocifisso spuntano foglie e fiori: “È un segnale di speranza”


Sono mesi che nella chiesa Parrocchiale dei Santi Silverio e Domitilla accade qualcosa di molto significativo. Non può che colpire l’attenzione e il cuore di tutti i fedeli un gesto che reca con sè un messaggio di speranza e di rinascita. Ecco apparire alcune foglioline sui rami secchi che compongono la corona di spine appoggiata ai piedi del crocifisso. Nessun miracolo, sia chiaro, ma il meraviglioso gesto, simbolo di fede e di speranza nella rinascita.

A Ponza non si perde mai la speranza. Questo suggeriscono le foglioline lasciate sulla corona del Crocifisso, simbolo di grande devozione, in quanto è stata intrecciata dai marittimi dell’isola e posta così ai piedi del Cristo. Un messaggio che riaccende il calore umano e i desiderio di rimanere forti e uniti in un momento di emergenza non solo sanitaria. I rami secchi vengono così rinvigoriti da un gesto di fede incrollabile e quello che accade sulla corona è la rappresentazione simbolica di ciò che tutti si augurano: una rinascita. (Continua a leggere dopo la foto).








Non solo foglioline, ma anche una fioritura di gemme rosse. Il gesto di fede si arricchisce e rende ancora più forte il suo intento: ritrovare nella fede un momento di calore e di unione universale. Il chiodo che lega Cristo alla croce trova il suo fiore, nell’attesa che presto possa bocciare proprio nel luogo in cui tutti provano sofferenza, ovvero nel proprio cuore, dentro l’animo. Una carezza simbolica, resa così manifesta agli occhi dei devoti e, oggi, anche dell’Italia intera. Infatti il parroco della chiesa del porto di Ponza ha condiviso su Facebook le foto del lieto evento e ha persino commentato. (Continua a leggere dopo la foto).






“Questo mi fa oggi pensare, che dalla sofferenza il Signore fa scaturire la salute, la pace, la vita, la gioia. Sono già 4 mesi che continua a regalarci delle foglie e dei fiorellini rossi. Che questo sia un segno di speranza per noi e per tutta l’umanità”. Dello stesso parere anche i fedeli, come Erika, che ha spiegato: “Per chi è credente, questo è un segno che le nostre preghiere in questi giorni di dura prova vengono in qualche modo ascoltate. È un buon segnale”. E quello che accade a Ponza, riprende anche le parole di fede di papa Francesco. (Continua a leggere dopo la foto).



“Qui si piange e si soffre. Tutti. Da questa situazione potremo uscire solo insieme, come umanità intera”. Così papa Francesco ha parlato in mondovisione durante l’indulgenza plenaria: “guardare l’altro con spirito di solidarietà”. Sarà necessario, per tutti “ricostruire”, partendo da quattro pilastri portanti, ovvero quelle che papa Francesco chiama “Le radici”, da cui “la fratellanza” si muove tra gli esseri umani, e per cui non bisogna mai perdere “la speranza, che mai delude”.

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