Coronavirus: ancora alto il numero dei decessi, ma rallentano i contagi


Nel bollettino del 2 aprile il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha fatto il punto sull’emergenza coronavirus in Italia. I dati sono stati snocciolati durante la conferenza stampa delle ore 18 nella sede della Protezione civile. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza è di 83049, con incremento 2477 pazienti rispetto a ieri (1 aprile). 4053 sono i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 28540 ricoverati in altri reparti, mentre 50456 sono in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi.

Questo ultimo dato è cresciuto e quindi mostra il calo dei pazienti affetti da Covid 19 ospedalizzati. Il numero dei deceduto resta stabile: nella giornata di oggi sono stati 760.
I guariti rispetto alla giornata di ieri sono cresciuti di 1431 unità, un numero che, con tutte le cautele del caso, conforta perché è il doppio dei deceduti. Una delle cifre più alte da quando l’Italia è entrata in emergenza. Resi note anche i dati del Lazio. Si registrano nuovi casi: 169, di cui 55 nella città di Roma, dato che sale a 124 per quanto riguarda l’intera provincia. Nelle altre province invece si contano 10 casi a Frosinone e Viterbo, 6 nella provincia di Latina e 19 in quella di Rieti. Nella Capitale sono 2309 le persone uscite dall’isolamento domiciliare, mentre sono due i decessi, un uomo di 75 anni e un 90enne con patologie preesistenti. (Continua a leggere dopo la foto)








A Latina è morta una donna di 83 anni di Fondi. Attivo il laboratorio per il test Covid-19 a Viterbo, posta sotto isolamento Villa Immacolata, dove una persona è risultata positiva. Oggi nella Tuscia non è stato registrato nessun decesso. A Rieti i 19 nuovi contagi sono riferibili ai cluster già conosciuti: tre i decessi, due donne di 89 e 91 anni e un uomo di 68, tutti con patologie preesistenti. A Frosinone è deceduto un uomo di 80 anni con patologie pregresse.

Nella serata del 1 aprile il premier Giuseppe Conte è intervenuto per spiegare le novità del Dpcm. “Non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive che abbiamo disposto. Non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di risparmiare i sacrifici a cui si è sottoposti”, ha annunciato spiegando che le misure per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid-19 sono state prorogate fino al al 13 aprile 2020. “Il nostro Paese sta attraversando la fase acuta dell’emergenza – ha detto il premier – Abbiamo superato 13155 decessi. Questa è una ferita che ci addolora particolarmente, una ferita che mai potremo sanare”. (Continua a leggere dopo la foto)






“Siamo sempre in stretto contatto con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico – riferisce Conte – i quali ci rappresentano che si iniziano a vedere gli effetti positivi delle misure restrittive sin qui adottate. Ma, ripeto, non siamo ancora nella condizione di potere iniziare ad abbracciare una prospettiva diversa”.  “Se allentassimo le misure restrittive gli sforzi sarebbero vani. Mi dispiace personalmente che cadono a Pasqua, una festa tanto cara a noi italiani” ha detto Conte prefigurando “una fase 2, di allentamento graduale e di convivenza con il virus. Poi ci sarà la fase 3, l’uscita dell’emergenza, della ricostruzione, del rilancio”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il presidente del Consiglio spiega che “lo sforzo che stiamo facendo ci consentirà di valutare una prospettiva. Nel momento in cui il consiglio degli esperti ce lo permetterà cominceremo con l’allentamento delle misure. Non posso dirvi se sarà dal 14 aprile, non sono ancora nelle condizioni di farlo”. Conte ha smentito che sia già deciso un prolungamento fino al 3 maggio.  “Dobbiamo programmare però un ritorno alla normalità che deve essere fatto con gradualità e deve consentire a tutti, in prospettiva, di tornare a lavorare in sicurezza”.

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