Coronavirus, a scuola a maggio e tutti promossi? Il ministro decide


Siamo ancora in piena emergenza coronavirus. Anche se negli ultimi giorni i numeri sembrano essere più incoraggianti, non ne siamo usciti e ci vorrà un bel po’ di tempo prima che il nostro paese possa sentirsi fuori pericolo. Ma cosa succederà? Quando potremo tornare alla vita di prima? Quando potremo fare colazione al bar, quando potremo andare a fare un po’ di shopping? Ma soprattutto quando riapriranno le scuole? La questione “scuola” è più spinosa che mai. Se ne parla da giorni.

Attualmente la ministra Azzolina e si suoi tecnici stanno lavorando per capire cosa succederà all’anno scolastico. Il problema principale, al momento, sembra quello degli esami di terza media e di maturità. Esami che gli studenti di certo dovranno affrontare, pandemia o no. Da qualche giorno si parla del fatto che tutti gli studenti saranno promossi anche se la Azzolina, a Repubblica, ha detto che non si tratta di un “sei politico”. “Tenendo conto dell’eccezionalità della stagione”, ogni studente sarà promosso nonostante i debiti accumulati in una o più materie nel primo quadrimestre. Continua a leggere dopo la foto








E i maturandi non leggeranno “non ammesso” sui tabelloni. L’esame di maturità sarà un esame semplificato. Non si sa che cosa significhi nello specifico questa cosa, anche perché la nuova maturità è allo studio in questi giorni. I maturandi – che sono circa 460.000 in Italia – sapranno cosa li aspetta solo dopo Pasqua. Ma vediamo quali sono le ipotesi. Prima ipotesi: rientro a scuola tra i 6 e l’8 maggio. In questo modo ci sarebbe un margine di recupero per 4 settimane di lezione a scuola (che terminerebbero il 17 giugno come stabilito a settembre). Continua a leggere dopo la foto






Nello stesso giorno gli alunni dell’ultimo anno della scuola secondaria saranno chiamati a sostenere la prima prova d’esame. Chi farà le tracce dei temi terrà in considerazione che l’anno è stato portato avanti solo a metà. E per la seconda prova? La questione si complica. Anche perché le scuole non sono state chiuse tutte contemporaneamente, alcune sono state chiuse prima. Questo ha comportato una disomogeneità nei programmi svolti. Per questo motivo le tracce dovrebbero essere create da commissioni interne. L’orale, invece, si svolgerebbe a giugno. Continua a leggere dopo la foto



 

Ipotesi due: le scuole non riapriranno. Per il momento si sa poco, se non che c’è una data limite, il 17 maggio. Se entro quel giorno il governo non darà risposte sul ritorno a scuola, allora salterà la cosiddetta “ipotesi uno”. Agli esami saranno ammessi tutti e per “ragioni sanitarie” non ci saranno gli scritti. Ma solo un “orale rafforzato” che durerà – si pensa – almeno un’ora. Le date possibili sono il 17 giugno o il primo di luglio, l’importante è che entro metà luglio sia tutto finito. L’orale non dà problemi e può essere fatto in sicurezza con convocazioni singole senza testimoni o con esame a distanza.

“Scuola, sicura una proroga”. Coronavirus, l’annuncio del ministro Azzolina

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it