Coronavirus, l’allarme degli esperti: “Malati ricoverati troppo tardi”


Nella situazione di emergenza coronavirus che sta colpendo ormai tutto il mondo, ogni dato risulta significativo. La notizia viene riportata su Il Corriere della Sera, dove viene spiegata l’importanza della curva sul numero di malati da coronavirus in ospedale, in quanto, si spiega sulla testata “può fornirci informazioni utili anche sull’andamento dei contagi e sui comportamenti che dobbiamo adottare in futuro”.

Come affermato nell’articolo de Il Corriere della Sera: “La differenza temporale tra la data dell’esecuzione dell’esame e il referto, che è quello comunicato nelle conferenze stampa, non può essere trascurata. Un giorno può esserci un incremento importante di casi perché i laboratori sono riusciti a caricare nel database molti risultati, l’indomani un calo perché i referti eseguiti sono inferiori. I ricoveri sono reali. Particolarmente attendibili. E statistiche alla mano, emerge un rallentamento in percentuale dei nuovi ingressi in ospedale”. (Continua a leggere dopo la foto).










Infatti, dall’articolo si apprende che: “In Lombardia tra venerdì 6 e giovedì 12 marzo, l’incremento medio è del 20%, la settimana successiva dell’8%, ora del 5,6%”. A tal proposito, è intervenuto anche l’assessore alla Sanità, Giulio Gallera: “Continua a ridursi la pressione sul Pronto Soccorso. Al Policlinico San Matteo di Pavia abbiamo registrato addirittura una riduzione degli accessi del 30% e a Lodi il numero di pazienti che hanno fatto accessi per problemi non connessi al Covid-19 è più alto del numero dei pazienti coronavirus”. (Continua a leggere dopo la foto).






Lo spiegano anche l’epidemiologo Guido Bertolini e lo statistico Giovanni Nattino dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo, membri dell’Unità di crisi della Regione Lombardia: “Prima ci ammaliamo, poi andiamo in ospedale. Dunque, per sua natura la curva dei ricoveri è destinata a scendere dopo quella dei contagi. Ciò vuol dire che gli ospedali andranno, comunque, avanti ancora a essere intasati”. Gli esperti aggiungono: “Il timore è che troppa gente stia a casa con i sintomi senza capire la gravità delle proprie condizioni. Perciò è fondamentale il ruolo del medico di famiglia che deve capire quando indirizzare in ospedale i pazienti, senza farli arrivare solo quando sono gravi”. (Continua a leggere dopo la foto).



Questo non riguarda solo la Regione Lombardia, infatti gli esperti sottolineano: “Il fenomeno è simile anche in Piemonte, Toscana e Veneto. I modelli matematici che stiamo studiando ci danno riscontro in questo senso. Ma prima che l’effetto si ripercuota nella stessa misura sugli ospedali ci vorrà ancora del tempo. Anche perché arriverà l’onda lunga dei contagiati non sottoposti a tampone, ma bisognosi di cure ospedaliere”.

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