Grave lutto in Italia. Se ne è andato all’improvviso un grande uomo che ha consacrato la sua vita alla nazione: “È stato un esempio per tutti”. Una perdita terribile


 

Se lo è portato via la strada. È morto in un incidente, Michele Cacioppo, l’ispettore capo della polizia di Stato deceduto in seguito ad un incidente stradale verificatosi lo scorso 6 dicembre sul lungotevere della Vittoria. L’uomo un vero eroe ha portato con sé nella tomba i ricordi e le indagini di alcuni episodi di cronaca che hanno segnato per sempre la storia italiana, dalla strage di Ustica a quella di piazza della Loggia a Brescia. Cinquantanove anni compiuti lo scorso mese di maggio, il superpoliziotto era andato in pensione da un paio di anni e viveva con la moglie (con la quale era sposato da oltre 26 anni) in un appartamento, nel quartiere di Vigne Nuove a Roma. L’incidente è avvenuto nella mattina sul lungotevere della Vittoria al Flaminio dove si sono scontrati una moto ed un’auto. Ad avere la peggio il centauro, Michele Cacioppo,  morto sul colpo a causa dei gravi traumi riportati nello scontro. Alla guida della vettura, una Mini Cooper, c’era una cittadina romena in stato di gravidanza, trasportata in stato di choc in ospedale dopo l’incidente. (Continua a leggere dopo la foto)



Originario di Menfi, piccolo Comune della provincia di Agrigento, chi lo ha conosciuto lo ricorda per la sua calma e professionalità. Sempre con un sigaro in bocca Michele Cacioppo dopo essere andato in pensione era divenuto consulente per le Procure di Roma e Brescia, con le quali collaborava grazie alla sua enorme conoscenza di alcuni stragi che segnarono per sempre la storia dell’Italia. In particolare Michele Cacioppo lavorò, mentre era in forza ai servizi antiterrorismo, alle indagini sullo spinoso argomento della strage di Ustica, quando un Dc9 dell’Itavia venne abbattuto con 81 persone a bordo mentre volava sui cieli del Mediterraneo. Era il 27 giugno del 1980. 

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Anni di stragi e terrorismo sulle quali il poliziotto siciliano aveva cominciato ad indagare il 28 maggio del 1974, quando una bomba nascosta in un cestino portarifiuti venne fatta esplodere in piazza della Loggia a Brescia, mentre era in corso una manifestazione contro l’eversione neofascista. L’attentato era stato ricordato dallo stesso Cacioppo lo scorso 10 agosto, quando l’ispettore capo in pensione postò sul proprio profilo Facebook un articolo del Corriere della Sera. Nella deflagrazione morirono 8 persone ed altre 102 rimasero ferite, in uno dei più gravi attentati degli anni di piombo inaugurati dalla tristemente famosa strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) a Milano, dove la mano eversiva provocò 17 morti. 

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