Coronavirus, l’allarme dei servizi segreti: “Rischio rivolte al Sud”


Se il cornavirus si propaga, a Sud c’è rischio di rivolte. È il succo del rapporto che i servizi segreti italiani hanno presentato alla presidenza del Consiglio e ai ministri competenti. “Potenziale pericolo di rivolte e ribellioni, spontanee o organizzate, soprattutto nel Mezzogiorno d’ Italia dove l’ economia sommersa e la capillare presenza della criminalità organizzata sono due dei principali fattori di rischio”, si legge su Dagospia.

Il report è top secret, ma da alcune indiscrezioni segnala il pericolo di un’escalation di rivolte. Il tutto potrebbe partire “dalla fragilità e dal possibile collasso delle strutture ospedaliere, possa portare inizialmente a ribellioni legate alla carenza di assistenza e aggravate davanti a casi di ‘raccomandazioni’, che in alcune realtà hanno una loro consistenza. E l’ultimo anello di questa escalation nel Sud potrebbe determinarsi con interferenze sempre possibili da parte della criminalità organizzata”, riferisce il report riportato dalla stampa nazionale. (Continua a leggere dopo la foto)










Come riporta Dagospia: “Parcheggiatori abusivi, contrabbandieri, spacciatori solo per quanto riguarda l’ economia illegale. Ma c’è un’altra enorme fetta formata da lavoratori in nero (cassieri, garzoni, baristi, camerieri) impiegati negli esercizi commerciali ora costretti alla serrata, che a breve non sapranno più come sbarcare il lunario”. Partendo da un problema concreto di strutture ospedaliere prossime al collasso e alla mancanza di assistenza, potrebbe farsi spazio anche una grave interferenza della criminalità organizzate. (Continua a leggere dopo la foto)






E si fa riferimento anche a un caso di scippo avvenuto la scorsa settimana Napoli, quando un uomo dei Quartieri Spagnoli ha scippato la busta della spesa dalle mani di una signora anziana. Piccoli segnali di disagio da non sottovalutare. Poi il lavoratori in nero, che secondo i dati del 2019 sono stati 3,7 milioni. “La domanda che ora si pongono gli analisti del Comparto intelligence è quanto possano tirare avanti senza guadagnare questi 4 milioni di cittadini? E, soprattutto, cosa succederà se il Covid-19 rendesse indispensabile di prorogare ancora a lungo le misure di distanziamento sociale già in atto?”, si legge su Il Mattino. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“A questa variabile – riporta ancora il quotidiano – va poi aggiunta la presenza della criminalità organizzata sul territorio. È per questo che le forze dell’ordine nel corso di questi giorni non si stanno solo concentrando nel far rispettare le misure per il contenimento del contagio, ma si lavora anche per monitorare attraverso servizi di sicurezza dedicati il comportamento dei clan nell’affrontare l’emergenza. Il timore, non sottaciuto da parte dei comparti sicurezza, è che la capacità di controllo sul territorio in alcune zone del Sud possa indurre i boss a determinare disordini e facendo leva sul sentimento di insofferenza dei cittadini”.

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