Coronavirus, il giorno più triste per l’Italia: oltre 900 morti. La situazione


In anticipo rispetto alle 18, l’amministratore delegato di Invitalia e commissario alla Protezione civile Domenico Arcuri ha snocciolati i dati del 27 marzo relativi all’emergenza coronavirus in Italia. I ricoverati con sintomi, quelli in terapia intensiva, quelli in isolamento domiciliare, il totale dei positivi. E i dimessi guariti, i deceduti, il numero dei tamponi effettuati.

Sono 9134 i morti in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 969 decessi, ma al dato sono stati aggiunti 50 pazienti morti il 26 marzo a causa di un’errata conta della regione Piemonte. I guariti in totale sono 10950 (+589). I casi attualmente positivi sono 66414: in isolamento domiciliare 36653 persone, 26029 sono ricoverate con sintomi e 3732 in terapia intensiva. (Continua a leggere dopo la foto)










“La strategia è cambiata, ora basta un solo sintomo per i tamponi. Fino a qualche giorno fa bisognava essere polisintomatici”, ha detto Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia nella consueta diretta Facebook. “Il problema non è il numero dei tamponi, il problema è il processamento dei tamponi. Siamo a 5000 tamponi al giorno, siamo al limite con i nostri laboratori”, ha aggiunto.

“Anche oggi abbiamo processato un numero maggiore di tamponi rispetto ai giorni precedenti, si assiste ad una riduzione del numero di contagi”, ha spiegato il governatore. “Bisogna fare una media di almeno 5 giorni per avere una visione, ci stiamo consolidando. Non sta crescendo la linea dei contagi, sta per iniziare la discesa dei contagi. Non bisogna abbassare la guardia, i sacrifici portano risultati”. (Continua a leggere dopo la foto)






I dati dell’Iss – “C’è un dato rilevante negli ultimi giorni: dal 19-20 marzo la curva dei nuovi casi sembra attenuarsi leggermente nella sua ascesa e stiamo monitorando quanto sta avvenendo” ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), oggi a Roma, durante una conferenza stampa organizzata dall’Istituto, trasmessa anche in streaming. Ma “non illudiamoci di poter allentare le misure di contenimento – ha aggiunto subito dopo – Ci sono aree del Paese dove la circolazione del virus è forte. In Lombardia, una parte del Piemonte e del Veneto”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Non abbiamo raggiunto il picco e non l’abbiamo superato – ha sottolineato l’esperto – Ci sono segnali di rallentamento. Le misure adottate stanno facendo i loro effetti e ci aspettiamo che potremmo arrivare al picco in questi gironi. Quando ci arriveremo lo censiremo insieme. Non siamo in fase calante ma c’è rallentamento della crescita”.

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