“Scuola, sicura una proroga”. Coronavirus, l’annuncio del ministro Azzolina


L’emergenza coronavirus è ancora in una fase importante in Italia. E se qualche settimana fa guardavamo al 3 aprile come a una data speciale, ora ci rendiamo conto che no, il 3 aprile non ci verrà restituita la nostra vita di prima. Perché siamo a fine marzo e il numero dei contagi è ancora molto e l’Italia non è affatto uscita dall’emergenza, anzi. Continuerà a essere tutto chiuso o qualche attività potrà riaprire? È presto per dirlo ma una cosa è quasi certa: la scuola non ricomincerà il 3 aprile.

Lo ha detto a La Vita in diretta la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Sicuramente ci sarà una proroga: si andrà oltre la data del 3 aprile, l’obiettivo è garantire che gli studenti ritornino a scuola quando stra-certo e stra-sicuro che possono tornare salute è prioritaria”. Quindi le scuole resteranno chiuse e non si sa ancora per quanto. Qualche giorno fa è stata anche presa in considerazione la possibilità di non riaprirle proprio fino a settembre. Continua a leggere dopo la foto










Certo, la salute viene prima di tutti. E in un periodo difficile come questo il concetto ci è più chiaro che mai. Ma è anche vero che i genitori iniziano a preoccuparsi seriamente di come gestire i figli dentro casa per altre settimane. La priorità, ora, è sconfiggere il virus, il resto conta meno. Ma come funzionerà per esempio per coloro che avranno dei debiti scolastici da recuperare? “S permetterà di recuperare gli apprendimenti, laddove fosse necessario. Sono decisioni che stiamo vagliando sulla base di quando e se si tornerà a scuola”. Continua a leggere dopo la foto






“Esiste l’autonomia scolastica, i docenti conoscono molto i loro studenti. Il percorso di uno studente è lungo, se parliamo dei maturandi è iniziato 5 anni fa, gli apprendimenti degli studenti i docenti sanno valutarli”. In queste settimane le scuole italiane stanno sperimentando la didattica a distanza e visto che la cosa funziona non si vede la necessità di tenere aperte le scuole anche a luglio e agosto, soprattutto perché la maggior parte di essere non è idonea ad accogliere studenti con il caldo. Continua a leggere dopo la foto



 

“Scenari troppo oltre sono irresponsabili, bisogna guardare gli scenari attuali e poi assumere decisioni”. E ha concluso Azzolina: “Didattica a distanza non è solo trasmettere conoscenze, gli insegnanti sono punti di riferimento eccezionali, stanno facendo un lavoro titanico, soprattutto in territori come Bergamo e in tutta la Lombardia, nel Veneto in Emilia Romagna, gli insegnanti stanno vicini agli studenti dando loro conforto. La scuola è ora un presidio dello stato, rappresenta in molti momenti la parte più sana della giornata. I ragazzi riacquistano il sorriso, la didattica a distanza rappresenta per ora soprattutto questo”.

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