Coronavirus, no conseguenze penali per i furbi: cosa succede realmente


Buone notizie per chi, in buona fede, sbaglia ad uscire o non ha le autorizzazione necessarie ma che comunque non è pericoloso per nessuno: niente più conseguenze penali per chi infrange il divieto di uscire di casa ma multe più salate. Questo è quanto emerge dall’ultimo Consiglio dei Ministri del 24 marzo. Da quando ha avuto inizio l’emergenza coronavirus, le denunce nei confronti di chi è uscito di casa nonostante i divieti sono tantissime, circa 100 mila.

Per tutte queste persone c’è una buona notizia: da adesso in poi non sarà più applicato l’articolo 650 del Codice penale per chi viola le misure restrittive ma invece ci sarà “solamente” una sanzione amministrativa. Se prima chi veniva fermato in giro per la città senza motivo rischiava l’ammenda di 206 euro o l’arresto fino a tre mesi, adesso le cose cambiano sensibilmente: la multa parte da minimo 400 euro fino a 3000 euro e può essere aumentata se il fatto è commesso alla guida di un veicolo e in caso di recidiva. Non ci saranno però conseguenze penali. (Continua a leggere dopo la foto)










Questo non significa misure meno severe, anzi, il Governo ha ordinato l’incremento dei controlli da parte delle Forze dell’ordine, chiamando in campo anche l’Esercito. I controlli saranno intensificati soprattutto nelle stazioni di treni e autobus e nei principali snodi autostradali, questo per impedire l’esodo verso le Regioni del Sud che, nonostante i divieti e i moniti delle Autorità, non si è ancora arrestato. Tra le misure annunciate da Conte nel nuovo decreto, la più rilevante è l’inasprimento delle sanzioni per chi esce di casa senza comprovati motivi di salute, lavoro, necessità e massima urgenza (previsti nell’ultimo modulo di autocertificazione del Ministero). (Continua a leggere dopo la foto)






Da adesso fino a nuovo ordine, a meno che il fatto non costituisca reato, chi esce dalla propria abitazione per motivi futili dovrà pagare una sanzione amministrativa che va da 400 a 3000 euro; questa si sostituisce all’applicazione dell’articolo 650 del Codice penale (Inosservanza dei provvedimento delle Autorità) – come previsto nel precedente decreto – con conseguente ammenda di 206 euro o arresto fino a tre mesi. (Continua a leggere dopo la foto)



 


La misura più favorevole opera retroattivamente e quindi cadono le denunce penali per coloro che sono già stati fermati dalle Forze dell’ordine in assenza dei motivi indicati; non ci sono più, quindi, le conseguenze penali (ovvero l’annotazione nel casellario giudiziale in caso di condanna) ma resta la sanzione pecuniaria. Situazione ben diversa per i positivi al coronavirus che violano la quarantena ed escono di casa: in tal caso si resta sul penale (in violazione dell’articolo 452, comma 1 e 2 del Codice penale) e il rischio è il carcere da 1 a 5 anni. Una brutta notizia per tutti gli avvocati che stavano già sfregandosi le mani.

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