Coronavirus, “non è certo che si torni a scuola”. L’annuncio del ministro dell’Istruzione


Nel pomeriggio di oggi, giovedì 26 marzo, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha dato vita ad un’informativa al Senato nella quale ha riferito sulla scuola e su quando si potrebbe ritornare tra i banchi. La politica ha detto: “Si tornerà a scuola se e quando, sulla base delle indicazioni degli esperti, le condizioni lo consentiranno”. Dunque, stando a quanto affermato a Palazzo Madama, non è da escludere la possibilità che gli studenti non tornino negli istituti in questo anno scolastico.

La Azzolina ha proseguito dichiarando: “Le videolezioni sono una scelta obbligata, non abbiamo alternative. Per la Maturità si è orientati a prevedere sei commissari interni con un presidente di commissario esterno”. Sono le principali informazioni fornite dal ministro, che ha precisato che questa emergenza che travolge la scuola non riguarda soltanto l’Italia ma praticamente tutto il resto del mondo ed ha ribadito che si stanno studiando tutte le opzioni per la Maturità. (Continua dopo la foto)










“Più di tre quarti degli studenti nel mondo sono interessati a questa crisi, 1,5 miliardi, una sfida senza precedenti. L’anno scolastico comunque è salvo, in deroga al limite di 200 giorni minimi. Infatti, nell’articolo 32 del decreto legge numero 9 c’è scritto che qualora le istituzioni scolastiche non possono effettuare 200 giorni di lezione, l’anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità anche in deroga a quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, numero 297”.  (Continua dopo la foto)






Il ministro dell’Istruzione ha aggiunto: “Ho firmato il decreto ministeriale di ripartizione tra le istituzioni scolastiche delle risorse, per un totale di 43,5 milioni di euro. Il decreto legge citato ha previsto uno specifico stanziamento di 85 milioni per l’anno 2020 al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di dotarsi immediatamente di tutti gli strumenti utili per l’apprendimento a distanza e agli studenti meno abbienti di poterne fruire”, ha continuato l’esponente del Governo. (Continua dopo la foto)



La Azzolina ha concluso: “Predisposto un monitoraggio delle singole scuole, grazie al quale ci siamo proposti di conoscere in che modo esse abbiano reagito all’emergenza con la didattica a distanza. Il 93% delle scuole italiane ha risposto al quesito col quale si è svolto il monitoraggio. Il 67% ha attivato l’attività a distanza e ad esempio l’89% ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità”.

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