Coronavirus, “i morti in doppia bara, no vestizione e in un lenzuolo con disinfettante”


Sarà una ferita aperta per anni, decenni, forse per sempre. Il Coronavirus lascerà un solco nel cuore di tutti gli italiani. Nessuno potrà mai scordare le immagini delle bare che da Bergamo si spostavano in altri comuni perché i forni crematori erano pieni: e il tema dei defunti da Covid-19 fa riflettere, per i tanti anziani morti da soli negli ospedali senza parenti a vegliarli, per ovvi motivi di sicurezza. Per gli operatori del settore funebre sono state diffuse da Utilitalia le regole da seguire per trattare le salme di morti di coronavirus ed evitare di infettarsi.

Ne parla oggi il quotidiano Il Messaggero a firma di Franca Giansoldati, che elenca le regole da seguire: niente vestizione, escluse le operazioni di tanacosmesi come il lavaggio, il taglio delle unghie, dei capelli, della barba e del tamponamento, i cadaveri vanno avvolti come si trovano in un lenzuolo imbevuto di disinfettante. I corpi devono essere composti all’interno di una duplice cassa ed “essere manipolate il meno possibile facendo la massima attenzione”. (Continua a leggere dopo la foto)






Il cadavere, scrive ancora Il Messaggero citando le indicazioni di Utilitalia, “non deve essere spogliato dei suoi abiti e va avvolto in un lenzuolo imbevuto di disinfettante. L’autorità può anche vietare il rito funebre in caso di diffusione epidemiologica della malattia”. (Continua a leggere dopo la foto)






L’esumazione di una persona deceduta per una malattia infettiva può essere svolta solo due anni dopo la relativa inumazione. Tuttavia, quando usciremo da questo incubo, l’immagine del convoglio di Bergamo resterà nella storia italiana. Il corteo funebre più scioccante. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Una strage che ha costretto a prendere provvedimenti immediati per lo smaltimento delle cremazioni. Le bare nella cappella del cimitero – il tempietto di Ognissanti – non si contano, sono allineate con pietas, le pompe funebri sotto stress sono incapaci di smaltire il lavoro, tanti operatori nel settore si sono contagiati e così, ieri sera, è intervenuto l’esercito per portare in altre città le bare da cremare. Coraggio, Italia.

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