Coronavirus, oggi ancora tanti morti ma è boom di guariti. Contagi in lieve calo


“3.491 positivi (ieri 3.612), 683 morti (743) e 1,036 guariti” è questo il bollettino di oggi 25 marzo diramato dalla Protezione civile. Numeri in calo per il quarto giorno di fila che fanno ben sperare. Purtroppo, ancora tanti i morti ma il boom di guariti lascia pensare positivo. “Il rallentamento della velocità di crescita è un fattore estremamente positivo. In alcune regioni siamo vicini al punto di caduta della curva e quindi probabilmente il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere”.

“Credo che questa settimana e i primi giorni della prossima saranno decisivi, perché sono i momenti in cui i provvedimenti di governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto, efficacia”. Così Ranieri Guerra, assistant director general dell’Oms, ai microfoni della trasmissioni radiofonica ‘Circo Massimo’ su Radio Capital.”Quello che ci si aspetta dunque è vedere decadere la curva in maniera più rapida nel giro di questi 5-6 giorni”, conclude Guerra Continua dopo la foto






L’aggiornamento dati del Centro europeo per il controllo delle malattia (Ecdc) registra a oggi 416.916 casi di Coronavirus nel mondo con 18.565 morti. Per quanto riguarda l’area europea, sono 204.930 i casi e 11.810 i decessi. “Negli ultimi dieci giorni il numero di casi e decessi da Covid-19 riportati nell’Unione Europea è aumentato di dieci volte, con il centro della pandemia globale ora focalizzato sull’Europa”, sottolinea Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc, che ha rivisto il livello di rischio legato alla pandemia. Continua dopo la foto






“Il numero di casi di Covid-19 segnalati è in rapido aumento in tutti i paesi dell’Unione europea e nel Regno Unito, e il tasso di notifica sta aumentando lungo una traiettoria simile a quella osservata nella provincia di Hubei all’inizio di febbraio e in Italia all’inizio di marzo. Riteniamo che sia elevato il rischio che i sistemi sanitari non reggano in Ue e nel Regno Unito nelle prossime settimane”, afferma. Continua dopo la foto



 


Tutti i paesi dell’Unione “dovrebbero ormai aver avviato misure di risposta adeguate, proporzionali e basate sull’evidenza, volte a mantenere o aumentare la capacità delle loro terapie intensive nazionali e dei loro sistemi sanitari. Dobbiamo tutti attenerci rigorosamente alle misure di sanità pubblica che le autorità nazionali stanno attuando. Deve essere fatto ogni sforzo – ammonisce Ammon – per proteggere i soggetti più vulnerabili”.

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