“Non so come ho contratto il coronavirus. Ho fatto solo la spesa”. Parla una 32enne


Ogni paziente Covid-19 ha la sua specifica storia. Purtroppo il decorso della malattia non è ancora scientificamente conosciuto, se non per sintomatologie che possono risultare letali. La storia di Priya Baldazzi, esperta d’arte e politica, che ha contratto il Covid lascia riflettere. Ha raccontato tutto a Il Resto del Carlino. La donna è giovanissima, solo 32 anni e ancora oggi è ricoverata al Bufalini di Cesena.

Un decorso da Covid-19 che non lasciava credere al peggio. Eppure Priya è ancora ricoverata al Bufalini: “In corsia ho visto scene toccanti, ma anche tantissima umanità”. La donna racconta come ha contratto il virus: “Non saprei dirlo. Ho osservato tutte le misure, sono rimasta in casa, sono uscita solo per fare la spesa. Ciò dimostra quanto sia facile il contagio”. E aggiunge: “Dopo una febbre non alta, che mi ha lasciato spossata, la temperatura si è alzata in modo allarmante e il mio medico di base mi ha consigliato di andare in ospedale, anche perché soffro di diabete, il che rende pericolose le complicanze del virus. Ci sono andata da sola, in macchina, pur con grande fatica. Non volevo spaventare i miei due bimbi con un’ambulanza“. (Continua a leggere dopo la foto).







Dopo due  settimane i sintomi evidenti da Convid-19, quindi la necessità di un ricovero: “Ho seguito il percorso riservato a chi ha sintomi sospetti da Covid. Mi hanno fatto il tampone e una tac. Il responso: polmonite bilaterale diffusa. Se non avessi avuto la febbre mi avrebbero rimandata a casa, ma sono qua da allora. Però non ho mai avuto bisogno di ossigeno“. 
L’esperienza è toccante, per tutti e la giovane donna lo sottolinea: “Le poche volte che ho dovuto affrontare dei trasferimenti all’interno dell’ospedale ho visto scene che non dimenticherò”. (Continua a leggere dopo le foto).








E continua: “Un clochard con la sguardo spento abbandonato a stesso, qualche bimbo, persone la cui condizione è aggravata da altre patologie. Ho saputo di altre 8 o 9 persone ricoverate nello stesso mio giorno, mettendo a dura prova le strutture. Mi ha colpito la grande disponibilità degli infermieri ma anche la paura di alcuni che esitavano a prendermi la temperatura durante un attacco di tosse. Non sempre è facile fare il loro lavoro, non gliene faccio una colpa. Sono rimasta impressionata anche dalla puntigliosità e la capacità di servizio degli inservienti, puliscono e disinfettano il letto ogniqualvolta uno tocca una porta o una parete. Si parla molto di medici e infermieri, ma anche il loro è un compito duro“. (Continua a leggere dopo le foto).

Le dimissioni non sembrano essere un traguardo lontano, e Priya spiega bene su Il Resto del Carlino a cosa andrà incontro: “La dimissione deve essere preceduta da tre giorni senza febbre, i sintomi rimarranno ancora per i giorni successivi poiché resterà la polmonite. A quel punto riuscirò a cavarmela anche a casa. Dovrò restare in quarantena e a distanza dai miei familiari. Ma loro lo sono da quando sono ricoverata. Da allora comunichiamo con videochiamate“. La guardia non va abbassata e la storia di Priya fa comprendere che nulla, in uno stato di emergenza, va trascurato e affrontato con superficialità.

Coronavirus, il virologo Crisanti: “Altro che 60mila, ecco quanti sono i contagiati in Italia”

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it