“Molto prima del 31 luglio”. Coronavirus, Conte fa chiarezza sulle restrizioni


E durata oltre due ore la riunione del Consiglio dei ministri: il premier Giuseppe Conte e i ministri esaminano uno ad uno gli articoli che compongono il decreto sull’emergenza Coronavirus che serve a dare un quadro normativo unitario a tutte le misure adottate finora per il contenimento del contagio e a inasprire le sanzioni previste. Il decreto introduce multe da 400 a tremila euro per chi aggira le misure per arginare la diffusione del Covid-19. Non è prevista la confisca di auto, moto e veicoli.

Soddisfazione è stata espressa dal partito democratico. “Il governo ha deciso, come auspicavamo – ha twittato Andrea Orlando, vicesegretario del Pd – di rendere più efficaci e rapide le sanzioni per chi non aiuta a contenere il virus ed aumenta il pericolo per tutti. Ce la faremo se tutti insieme ci diamo una mano”. Il premier ha fatto chiarezza sulla bozza circolata in queste ore. “Si è creata discussione sul fatto che l’emergenza sarebbe stata prorogata fino al 31 luglio 2020: nulla di vero, assolutamente no. A fine gennaio abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale, un attimo dopo che l’Oms ha decretato l’emergenza un’epidemia globale. L’emergenza è stata dichiarata fino al 31 luglio. Non significa che le misure restrittive saranno prorogate fino al 31 luglio”. (Continua a leggere dopo la foto)






“I Governatori – ha poi annunciato – possono adottare misure più restrittive. Ma rimane al Governo la funzione di coordinamento”. Le multe vanno da tremila e quattromila euro, ha precisato. Quindi si è detto “orgoglioso della reazione di tutti i cittadini, la maggioranza dei quali rispetta le regole”. “A livello sanzionatorio abbiamo introdotto una multa da 400 a 3000 euro” che ricalca le sanzioni per la “violazione del codice della strada”. Si tratta di “un decreto che riordina le misure di questa fase” ha spiegato il premier, che “ogni 15 giorni” riferirà “in Parlamento sulle misure adottate”. “Abbiamo regolamentato in modo più puntuale e trasparente i rapporti tra attività del governo e il Parlamento – ha sottolineato – Ogni decreto, ogni iniziativa governativa sarà trasmessa ai presidenti delle Camere”. (Continua a leggere dopo la foto)






“Abbiamo regolamentato in modo lineare gli interventi del governo e le regioni – ha aggiunto – Lasciamo che i presidenti delle regioni possano adottare nell’ambito delle loro competenze anche provvedimenti più restrittivi, più severi e ovviamente però rimane la funzione di coordinamento, di omogeneità che viene assicurata a tutto il territorio nazionale dai nostri interventi”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Stiamo vivendo una situazione drammatica ma stiamo reagendo in modo efficace rispetto a quello che era la situazione di partenza” osserva ancora. “Decidere di chiudere interi comparti individuando di punto in bianco quali sono le attività essenziali e non essenziali è una operazione complicatissima – puntualizza – L’Italia non ha mai affrontato problematiche di questo tipo. Stiamo facendo degli aggiustamenti, è una cosa complicata, perché le filiere produttive sono molto integrate”.

Coronavirus: rallentano ancora i contagi, ma numero dei morti di nuovo alto

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it