Coronavirus: rallentano ancora i contagi, ma numero dei morti di nuovo alto


Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, martedì 24 marzo nella conferenza stampa quotidiana ha fatto il punto sull’emergenza coronavirus in Italia. I contagi rallentano, ma il dato delle vittime è superiore a quello di ieri.  “Iniziamo con il numero di guariti – ha spiegato Borrelli – oggi il numero è di 894, per un totale 8326, i positivi aumentano di 3612 con un totale di 54030 da quando è iniziata l’emergenza in Italia”.

Di questi contagiati 28697 si trovano in isolamento domiciliare, mentre 3393 sono ricoverati in terapia intensiva (si tratta del 6%). Il dato delle vittime è in aumento rispetto a ieri: 743 i deceduti rispetto alla giornata di lunedì 24 marzo.  Il numero dei decessi aumenta, ma i contagi rallentano da tre giorni. Anche se durante la conferenza stampa di lunedì 23 marzo il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro non si era sbilanciato: “Non mi sento di sbilanciarmi, anche perché oggi vediamo gli effetti di quel che è avvenuto due settimane fa. Prendiamo atto che le misure funzionano ma è presto per parlare di trend in calo”. (Continua a leggere dopo la foto)










Le regioni più colpite restano la Lombardia e l’Emilia Romagna. “Il trend in calo si conferma, forse è la prima giornata positiva di questo durissimo mese. – aveva detto l’assessore al Welfare Giulio Gallera nella conferenza di lunedì 23 marzo – Non è tempo di rilassarsi e di cantar vittoria. Ma vediamo la luce in fondo al tunnel. Dobbiamo essere concentrati. Ma cominciamo a vedere i risultati dei sacrifici che stiamo facendo”. Brescia conta ancora il maggior numero di positivi con 6.471 casi (un incremento giornaliero di +255, ieri era stato di +347), segue Bergamo con 5.905 positivi (+588). (Continua a leggere dopo la foto)






Sempre lunedì 23 marzo sono saliti a 8.535 i casi di positività in Emilia-Romagna: 980 più di domenica. “Una percentuale in linea con i giorni passati, anche se non vediamo un decremento forte”, ha spiegato il commissario per l’emergenza, Sergio Venturi. In queste ore si è parlato anche del fenomeno dei casi sommersi, cioè quelli asintomatici che non sanno di aver contratto il covid-19 e quelli che si trovano a casa. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Secondo il capo della Protezione civile Angelo Borrelli per ogni contagio ufficiale, ce ne sono almeno dieci rimasti “invisibili”: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile”, ha spiegato Borrelli. E se così fosse basta un rapido calcolo sul dato reale di ieri, oltre 60mila contagi, per parlare dell’ipotesi di 600mila contagi.

Coronavirus, il cartello choc sulla porta della dottoressa. L’ospedale: “Vergogna”

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it