“Almeno 1.800 30enni con polmonite da Covid-19 solo a Bergamo”. I dati choc


Sono almeno 1.800 a Bergamo i pazienti trentenni con polmonite da Coronavirus. Il dato viene riferito dai medici della Federazione medici di famiglia (Fimmg) Lombardia. “La polmonite da Coronavirus evidentemente non colpisce solo in età più avanzata”, spiega Paola Pedrini , segretaria Fimmg Lombardia, in un articolo di TeleNord firmato da Alessandro Bacci. “Eui a Bergamo siamo 600 medici di famiglia e ognuno di noi ha in osservazione almeno 3 trentenni malati di polmonite da Covid”.

A Genova, all’ospedale Galliera, una paziente di 27 anni, ricoverata il 13 marzo scorso in S.C. Malattie Infettive e spostata il 16 marzo presso Rianimazione, era stata intubata. La giovane sottoposta a diversi cicli di pronazione e dopo l’assunzione di nuovi farmaci per l’immunomodulazione (controllo e inibizione delle citochine), ieri, 23 marzo, è stata stubata, avviata al risveglio ed oggi è stata spostata in Area Critica di Medicina. Continua dopo la foto










Per la ragazza il peggio è passato ma sicuramente la sua storia deve far riflettere anche la categoria di persone più giovani. Intanto Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza coronavirus, lancia un appello. “Tutti i cittadini stano facendo enormi sacrifici, li ringraziamo per questo ma non basta ringraziarli. E’ giusto essere con loro il più chiari possibili, non dobbiamo minimizzare i problemi che stiamo affrontando. E’ davvero importante attenersi alle disposizioni che il governo ha dato, vi imploriamo di rispettarle”. Continua dopo la foto






“Dobbiamo fare in modo che questa emergenza non si diffonda anche nelle Regioni in cui la portata è ancora contenuta. Possiamo farlo solo se tutti, non solo i cittadini di quelle regioni, possono darci una mano”, aggiunge Arcuri, sottolineando che “siamo stati attaccati da un nemico forte, invisibile e sconosciuto” e che “stiamo vivendo un’emergenza senza precedenti nella storia”. Continua dopo la foto



 


“Noi lavoriamo senza sosta per non lasciare soli, per assistere e per curare tutti i nostri concittadini che sono stati colpiti dal virus. Dobbiamo garantire loro più macchine, più posti letto, più personale” dice il commissario straordinario. “In qualche modo – spiega – dobbiamo implementare una rivoluzione del nostro sistema sanitario nazionale. Solo così vinceremo la guerra contro il coronavirus. Oggi distribuiamo 135 ventilatori che sono le macchine che servono nei reparti di terapia intensiva. Siamo passati da 13 a 73 ventilatori distribuiti al giorno, oltre 5 volte di più. Ancora pochi. Confidiamo che questi numeri possano crescere molto rapidamente fino a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati”. Tracciando un bilancio delle azioni messe in campo, Arcuri riferisce che “in pochi giorni le terapie intensive in Italia sono passate da una dotazione di 5343 posti a una dotazione di 8370. Ne abbiamo realizzate il 64% in più” e “i posti letto in pneumologia e malattie infettive sono passati da 6525 a 26169, quattro volte in più. Questo succede solo nei grandi Paesi che sono coesi e concentrati e focalizzati a vincere questa guerra”, evidenzia.

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