Paura per Silvio Berlusconi, di nuovo ricoverato al San Raffaele. La preoccupazione dei suoi medici personali. Cosa è successo e le condizioni dell’ex premier


 

 

Silvio Berlusconi, riferiscono fonti di Forza Italia, è al San Raffaele di Milano per un controllo medico di routine. Un controllo reso necessario dopo l’intervento a cuore aperto dello scorso 14 giugno scorso a cui il Cavaliere è stato sottoposto. Berlusconi è arrivato questa mattina al San Raffaele per sottoporsi ad alcuni accertamenti medici dopo lo stress degli ultimi 15 giorni di campagna referendaria per il No. Lo staff medico, coordinato dal professor Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale meneghino, ha voluto controllare il battito cardiaco del Cav. Dopo l’intervento a cuore aperto del giugno scorso per il cambio della valvola aortica, il leader azzurro si è sottoposto già ad altri check up medici. Il 30 settembre, infatti, è stato ricoverato per tre giorni al Columbia Presbyterian di New York in seguito a un malore avuto sull’aereo che lo stava portando negli States. Ulteriori accertamenti sono stati fatti al San Raffaele anche prima di iniziare il tour de force mediatico referendario. (Continua dopo la foto)








Gli accertamenti si sono resi necessari a causa di una leggera “fibrillazione atriale” presentata dal paziente: in pratica, il battito del cuore negli ultimi giorni non è stato regolare. Le condizioni di Berlusconi, assicurano i sanitari che lo hanno in cura, non dovrebbero destare preoccupazioni: tutti i test sono stati eseguiti sotto la supervisione del suo medico curante Zangrillo. Che già in occasione delle analisi precedenti, per descrivere lo stato di salute del cuore del premier, aveva usato la metafora delle auto da corsa:

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“Ormai più di vent’anni fa, la più straordinaria Formula 1 mai concepita iniziò a gareggiare e vincere – aveva spiegato in quell’occasione il primario del San Raffaele, tra i più intimi di Berlusconi -. Qualche mese fa abbiamo sostituito un pezzo importante del motore. Ora, in qualità di capo meccanico, devo consigliare prudenza e fare qualche test in più. Resta comunque la macchina più competitiva ed efficiente anche perché nonostante la ricerca e lo studio non c’è ad oggi niente che sia paragonabile”.

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