Patente e libretto con stesso nome, che odissea: obblighi anche tra familiari


Quei 705 euro di cui stanno parlando gli italiani negli ultimi giorni non sono uno scherzo: è tanta roba. E anche la paura di incappare in una sanzione così elevata è tanta. L’obbligo imposto dalla nuova norma è questo: comunicare all’archivio nazionale della Motorizzazione Civile i dati della persona che per più di 30 giorni si trovi alla guida di un veicolo intestato a una terza persona. Vale la pena di ricordare che in nessun caso potrà essere richiesta la registrazione se il veicolo è utilizzato per brevi periodi, anche più volte durante l’anno. Chi, come e quando: su questi tre quesiti si è orientato il panico degli automobilisti. Per effetto di una circolare della Motorizzazione civile qualcosa si è cominciato a capire, a cominciare da nuovi costi che entrano nel bilancio delle famiglie e delle imprese: ogni trascrizione dovrebbe costare 25 euro, 16 dei quali come imposta di bollo e 9 per i diritti degli uffici della Motorizzazione, mentre la sanzione, ribadiamolo, è fissata in 705 euro (con l’aggiunta del ritiro della carta di circolazione) in caso di non coincidenza delle generalità riportate su patente e carta di circolazione.

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Il 3 novembre è la data in cui cambiano le cose. E vediamo come. Innanzitutto l’obiettivo del provvedimento: non dovrebbe essere il singolo automobilista, ma soprattutto le società di autonoleggio, visto che difficilmente un privato che presta la sua auto a un amico o a un parente stila un documento che consenta di risalire con precisione alla data di inizio dell’utilizzo. Documento che invece è necessario per il calcolo dei 30 giorni.Il problema dell’auto dei famigliari: questo, purtroppo, non è risolto. Ecco perché: se un padre concede l’uso dell’auto ai figli questi hanno lo stesso cognome, e risiedono al medesimo indirizzo, nessun nuovo adempimento. L’obbligo potrebbe essere preso in considerazione invece, se si presta l’auto a un parente non convivente o un amico. Occorre però stilare un contratto per definire alcune clausole, per esempio in caso di incidente o di infrazioni al Codice della strada. Senza una data certa, infatti, è impossibile stabilire se si guida il veicolo da più o meno di un mese.
Ma perché? Qual è la ratio di una norma tanto incomprensibile? Secondo la Motorizzazione si tratta di una soluzione necessaria per consentire l’identificazione certa del soggetto responsabile della vettura circolante e di eventuali violazioni al Codice della strada. Inoltre, si è voluto contrastare un altro fenomeno molto diffuso, quello delle intestazioni fittizie.In verità si rincorrono ancora voci e interpretazioni e, probabilmente, questo non sarà l’ultimo atto.

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