Coronavirus, ipotesi scuole chiuse almeno fino ai primi di aprile


Il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, componente del Comitato tecnico-scientifico sull’emergenza coronavirus, in conferenza stampa alla Protezione civile ha dichiarato: “Il Comitato tecnico-scientifico ha solo portato all’attenzione dei ministri elementi di incertezza su quanto un provvedimento di questo tipo può contribuire al contenimento dell’infezione. L’altro elemento di incertezza è sulla durata della sospensione, è stata decisa la chiusura delle scuole fino al 15 marzo, con possibilità di rimodulare” questa decisione “sulla base degli scenari”. Potrebbe dunque configurarsi una proroga della chiusura delle scuole nel Paese.

“Che la misura” di sospensione delle lezioni a scuola “non serva lo escludo, ma non è certo il contributo che possa dare. Può aiutare a contenere i contagi, ma non sappiamo quanto” spiega Locatelli, sottolineando che dunque si tratta “di un sacrificio che serve”. “Lo slogan più adatto a questa emergenza può essere ‘tutti uniti, ma distanti’” suggerisce il presidente del Consiglio superiore di sanità, che avverte: “Occorre contenere quanto più possibile la diffusione del contagio perché è evidente che se dovesse assumere grosse proporzioni avremo poi delle difficoltà significative nella gestione dei pazienti”. (Continua a leggere dopo la foto)






Per il presidente del Consiglio superiore di sanità “l’Italia può rappresentare un modello prototipale su come contenere il più possibile l’emergenza, per rendere poi praticabile offrire ai cittadini il meglio dell’assistenza, garantendo il massimo rispetto della loro salute”. Repubblica spiega oggi che sono tre le ipotesi sul tavolo della ministra Lucia Azzolina: si torna a scuola lunedì 16 marzo, ma ad oggi questa è ritenuta la meno probabile. (Continua a leggere dopo la foto)






La seconda possibilità è il rientro per lunedì 6 aprile (l’ultimo decreto firmato da Conte e Speranza, due giorni fa, offre la possibilità di arrivare alla chiusura fino a venerdì 3 aprile senza bisogno di nuove carte). Il problema è il terzo scenario: la ministra ha messo al lavoro i dipartimenti sulla possibilità, tutt’altro che remota, che di fronte a una persistenza del contagio si possano tenere chiusi gli istituti scolastici italiani per due mesi: marzo e aprile. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Con il ritorno in classe lunedì 4 maggio. Aggiunge il Corriere: “Al ministero dell’Istruzione si stanno facendo simulazioni su quello che potrebbe succedere nelle prossime settimane anche se nessuna decisione viene presa per ora:troppo presto. Si ragiona sugli scenari di proroga dello stop delle lezioni. Le gite e i viaggi di istruzione sono già stati vietati fino ai primi di aprile. A preoccupare sono soprattutto gli esami di Stato, terza media e Maturità”.

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