Coronavirus Italia: primi due casi di contagio fuori dalla Lombardia


Primi due contagi da coronavirus in Veneto. Dopo i sei casi confermati in Lombardia, a Codogno, in provincia di Lodi, arriva la notizia di due persona contagiate in provincia di Padova. Come riporta ilGazzettino.it, si tratta di due pazienti, entrambi anziani, risultati positivi al test effettuato a Padova.

I due sono stati ricoverati nel reparto Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera della città. I tamponi, già risultati positivi, sono stati inviati per riscontri all’Istituto Spallanzani di Roma e ora si attendono  gli esiti dei secondi test, ma l’allerta è alta. I due sono già stati isolati in ospedale e si attendono ora gli esiti di un secondo test a cui sono stati sottoposti. (Continua a leggere dopo la foto)







I due pazienti risultati positivi al coronavirus abitano entrambi a Vo’ Euganeo, comune di circa 3mila abitanti della provincia di Padova in Veneto, posto sul versante ovest dei Colli Euganei. Come riporta ilGazzettino..it “La notizia non è ancora confermata, ma sembra che le due persone rimaste contagiate frequentassero lo stesso bar”. (Continua a leggere dopo la foto)






Nove persone erano state ricoverate nei reparti ospedalieri di malattie infettive. Si trattava di casi sospetti di Coronavirus, riferiti a soggetti che presentavano lieve sintomatologia respiratoria e che rientravano da aree a rischio della Cina. Tutti sono risultati negativi ai test di laboratorio. Lo ha comunicato in una nota la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il laboratorio di riferimento regionale di Padova, che riesce a fornire il risultato del test in tre ore (e si sta lavorando perché tutti gli ospedali Hub della Regione utilizzino lo stesso tipo di test) ha finora effettuato 137 test per la conferma diagnostica, che sono risultati negativi a parte i due anziani residenti a Vo’ Euganeo, paese nella zona dei Colli. La regione Veneto ha attivato una Task Force regionale composta da rappresentanti delle U.O. Malattie infettive, da Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione, Direttori Servizi Igiene Sanità Pubblica, referenti delle professioni sanitarie, per adottare le misure di prevenzione e controllo dell’epidemia in modo organizzato e uniforme sul territorio regionale.

 

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