Musica italiana in lutto, la notizia battuta poco fa: “Abbiamo perso un gigante”


Musica italiana in lutto. A 76 anni è morto Franco Del Prete. Nativo di Frattamaggiore, ha rappresentato un’icona e il modo di vivere partenopeo, sempre con il sorriso sulle labbra. Non appena si è diffusa la notizia della morte di Franco Del Prete, decine sono stati i messaggi di cordoglio. Tra questi anche quelli del sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

“Ha lasciato la vita terrena un grandissimo batterista napoletano: Franco Del Prete. Un musicista di immenso talento ed un uomo di profonda sensibilità, sempre vicino ai più fragili. Ho avuto con Franco un rapporto solido di affetto ed amicizia. Rimarrà per sempre il suo ritmo, la sua musica, la sua potenza armoniosa, la sua passione per la batteria e per Napoli. Ai familiari un mio forte abbraccio ed il cordoglio della città”, ha scritto Luigi de Magistris. Continua dopo la foto 






Seguito poi da Enzo Avitabile:”Ciao Franco. R.I.P. Grazie di tutto quello che hai dato alla musica e a noi”. Poeta di periferia, o di provincia se si preferisce, innamorato del suo strumento e della musica, Franco Del Prete ha bevuto la vita senza preoccuparsi di essere in prima o in seconda fila, sul palco o dietro le quinte, al centro o ai margini dei progetti che ha attraversato. Prima che la malattia lo portasse via ha salutato il suo pubblico dal palco del teatro De Rose di Frattamaggiore. Continua dopo la foto






Come batteria Franco Del Prete collabora con Gino Paoli nel 1980 all’lp Ha tutte le carte in regola, dedicato a Piero Ciampi, poi, siamo al 1991, fa coppia con Gianni Guarracino e scrive per Eduardo De Crescenzo E la musica va e le canzoni di Cante jondo. Nello stesso tempo e con lo stesso partner autorale firma Vera per Sal Da Vinci, che vince l’unica edizione del Festival italiano, tentativo di un anti-Sanremo di Canale 5 condotto da Mike Bongiorno, successo anche in America latina. Continua dopo la foto



 


Franco Del Prete ha firmato anche per Lucio Dalla, Raiz (Almamegretta), Zulù (99 Posse), Tullio De Piscopo, Peppe Barra, Enzo Avitabile e tanti altri, ma dal 2006 aveva messo sangue e passione, parole e tamburi nella sua ultima creatura artistica, i Sud Express, aggiungendo agli antichi stilemi del neapolitan power una forte dose di reggae. Instabili nella voce, i Sud Express diventano la band di Enzo Gragnaniello nell’album del 2011 Radici, ma anche nel quasi omonimo docufilm di Carlo Luglio”Radice, preceduto nel 2009 da L’ultimo apache e seguito nel 2018 dal lavoro collettivo La chiave.

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