Strage di Erba. A 10 anni dall’efferato omicidio che sconvolse l’Italia, arriva la clamorosa svolta. Le parole dell’avvocato di Olindo e Rosa (condannati all’ergastolo) ribaltano tutto


 

La storia dell’omicidio di Erba potrebbe essere riscritta. I legali di Rosa Bazzi e Olindo Romano sono pronti a chiedere la revisione del processo. Il tutto portando in aula nuovi elementi probatori e mettendo in discussione soprattutto la confessione dei due coniugi cha a loro dire sarebbe stata estorta in fase di indagine. È Libero a riportare le dichiarazioni di Nico D’Ascola, avvocato della difesa insieme a Fabio Schembri e Luisa Bordeaux, nonché presidente della Commissione Giustizia del Senato, che parte indicando le prove alla base della condanna di Bazzi e Romano: “Due prove dichiarative, ossia la confessione di Rosa e Olindo e le dichiarazioni di Mario Frigerio, marito di una delle vittime, Valeria Cherubini, salvatosi perché creduto morto dagli assalitori, il quale riconosce inizialmente Olindo e non Rosa, che verrà riconosciuta dallo stesso solo nel corso del dibattimento. E poi la presenza di una traccia ematica sul battitacco della portiera anteriore sinistra della macchina di Olindo”, spiega a Libero.

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“È vero che i Romano confessano la loro responsabilità, – prosegue l’avvocato – ma lo fanno sulla base di una ricostruzione dei fatti nella quale l’ avvocato Schembri è stato capace di individuare ben 384 contraddizioni rispetto alla realtà dei fatti che risulta da prove oggettive e accertate”. Poi aggiunge: “Persone semplici, pacifiche, che ogni Natale ci mandano le letterine di auguri simili a quelle dei bambini, con un titolo di studio assurdamente minimo, quasi analfabeti, hanno sempre svolto attività umili, non sono persone dalle quali si possa pretendere la macchinazione, la predisposizione artificiosa di chissà quali difese, perché questo non è nella loro natura, come dimostrano le perizie psichiatriche oltre che tutta la loro vita”.

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Poi torna sulla confessione che a suo dire deriva dal “rapporto di succubanza che lega Olindo a Rosa e che rende prioritario l’ obiettivo di continuare a vivere insieme ancorché fossero stati condannati per un crimine non commesso”. Infine parla delle prove scientifiche: “Dopo una simile macelleria in cui fu sparsa una quantità impressionante di sangue, sarebbe stato impossibile per gli autori degli omicidi risultare esenti da qualsiasi macchia, eppure nessuna traccia è stata trovata nella casa dei Romano né suoi loro vestiti”.

“Olindo e Rosa non c’entrano con la strage di Erba, i veri assassini…”. A 10 anni dal delitto di via Diaz, la clamorosa rivelazione che fa discutere sul caso che ha scosso l’Italia intera

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