“Fabio lo hanno ammazzato”. Un caso italiano: per mesi hanno creduto fosse un incidente stradale, ma in un filmato della polizia spunta la verità. Da questo semplice dettaglio si capisce cosa è successo davvero


 

Ucciso per vendetta, l’omicidio mascherato da investimento di un’auto pirata a Secondigliano. Lo scorso 10 aprile, in realtà, Fabio Giannone, 21 anni, venne ucciso per vendetta. I suoi assassini, dopo averlo travolto con una Citroen, passarono sopra il suo corpo agonizzante con l’auto per due volte schiacciandogli il petto, il bacino, le gambe. Giannone morì lungo la strada, unica traccia il parziale filmato di una telecamera di sorveglianza. Le indagini della Polizia hanno fatto piena luce sull’ omicidio del 21 enne. I poliziotti hanno notifcato un’ ordinanza di custodia cautelare ad un pregiudicato, Pasquale Paolo, 22 anni, che si trova agli arresti domiciliari, ed a Vincenzo De Luca, 22, detenuto nel carcere di S. Maria Capua Vetere. I due avevano investito con un’ auto rapinata Giannone per vendicarsi di un pestaggio subito ad opera di Giannone e del fratello il 4 gennaio 2015, nel quale De Luca aveva riportato numerose fratture.

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Il pestaggio era stato causato dal danneggiamento delle vetrine di un negozio di abbigliamento di proprietà di uno zio dei fratelli Giannone, avvenuto nella notte del Capodanno 2015 da parte di De Luca.Grazie alle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza, scrive il Mattino di Napoli, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato Secondigliano hanno accertato che Giannone fu investito volontariamente da De Luca. Il giovane, che era evaso dagli arresti domicilari, si era poi costituito la stessa notte dell’ omicidio al Commissariato di Polizia di Giugliano.

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Il suo corpo era riverso a terra, incastrato tra le ruote di una auto con le portiere aperte e i fari accesi. La sua morte appariva l’esito tragico di un incidente stradale, provocato da malviventi in fuga, dato che la vettura abbandonata in strada risulto’ rubata due giorni prima. L’accusa e’ di omicidio volontario premeditato. La visione delle immagini registrate da alcune telecamere di sorveglianza installate nella zona hanno permesso di capire che quello un omicidio per futili motivi. Il provvedimento restrittivo e’ stato notificato a De Luca nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove e’ detenuto per altri reati, anche se il giorno dopo l’omicidio si era consegnato ai carabinieri di Giuliano, mentre Paolo e’ stato rintracciato a casa dove era detenuto agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio.

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