”La scossa di stamattina è stata fortissima”. La terra trema ancora e la paura cresce


 

La terra trema ancora. Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 6,5, avvenuta domenica 30 ottobre alle 7.40 vicino a Norcia, la terra non ha mai smesso di muoversi. Scosse di assestamento? Sciame sismico? Non si capisce bene. E nulla è prevedibile. E questa mattina, poco prima delle 9, una nuova scossa ha terrorizzato la popolazione. Il sisma – di magnitudo 4.7 – è stato avvertito nelle Marche e in Umbria. Attualmente sono in corso verifiche della Protezione civile. “La scossa di stamani è stata fortissima, il maresciallo dei carabinieri mi dice che ci sono stati altri crolli in paese, e si vede del fumo – ha detto all’Ansa il sindaco di Ussita Marco Rinaldi – È un calvario, non finisce mai”. E ha aggiunto: ”Ieri sera sono sceso a Porto Recanati per incontrare i miei sfollati negli alberghi: la scossa me l’ha raccontata in diretta al telefono un allevatore. Ora cerco di andare su, ma le strade sono un disastro…”. Sono ormai migliaia gli sfollati che, dopo il terremoto del 26 ottobre prima e quello del 30 poi, sono stati costretti a lasciare le proprie case per trasferirsi nelle tende o in varie strutture alberghiere messe a disposizione. Una scossa fortissima, quella di domenica 30 ottobre, alla quale sono seguite centinaia di scosse anche di grado superiore al 4. Come quella di poco fa.

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Come è stato detto più volte, si è trattato del sisma più violento dal 1980, quando fu colpita l’Irpinia. Alla scossa più forte, sono seguite 700 scosse, è quanto hanno registrato gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Paura anche nella notte:  la scosse più forte, di magnitudo 4.2, è stata registrata alle 2:27 di stanotte dai sismografi.  Nel frattempo, le persone assistite dalla Protezione Civile sono più di 15.000.

 

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I numeri, però, sono molto più allarmanti: gli sfollati sono circa trentamila. Quasi quarantamila se nel conto si mettono anche quelli delle scosse dei terremoti del 24 agosto e del 26 ottobre. Almeno 100, solo nelle Marche, i comuni in cui ci sono state segnalazioni di crolli dove 25.000 persone rimaste senza casa. In tutto questo dolore e in tutta questa angoscia che non accenna a scemare, il premier Matteo Renzi assicura che tutti i borghi cioè “l’identità  italiana” verranno ricostruiti “presto e bene”. 

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