Mamma Lorena è morta, stroncata dal male a 34 anni: lascia un figlio piccolo


È morta nella notte tra il 6 e il 7 febbraio Lorena Di Marino. 34 anni, un sorriso impossibile da dimenticare, è scomparsa per colpa di un cancro che non le ha lasciato scampo. Lorena Marino aveva fatto dell’impegno civile la sua missione, era una donna molto conosciuta a Giugliano in quanto avvocato ed in quanto ambientalista.

Le condizioni di Lorena Marino si erano aggravate a dicembre. Era stata ricoverata poco prima di Natale perché il tumore si era espanso e aveva colpito il cervello con delle metastasi. Fu proprio in quei giorni, e precisamente il 22 dicembre, che Lorena Di Marino scrisse un post molto toccante su Facebook: “Le madri non hanno paura della morte, hanno paura di lasciare i loro figli soli in questo mondo, sapendo che non ci sarà mai nessuno che possa amarli come loro”. Continua dopo la foto









Lorena Marino entrò in coma, e quando si risvegliò i medici provarono un’ultima operazione. Dopo mesi due mesi di agonia in ospedale la donna non ha potuto fare altro che arrendersi. Piangono il marito, il figlio di due anni e tutta Giugliano. Lorena era molto nota nel comune napoletano soprattutto grazie alla sua presenza in prima linea nelle battaglie ambientali. In particolare quella del 2014 contro i roghi tossici che hanno intossicato tutta la regione. Continua dopo la foto






Nelle settimane scorse, scrive il mattino, era arrivata una conferma del legame tra l’illecita gestione dei rifiuti in comuni come Giugliano, nella cosiddetta Terra dei fuochi in Campania, e lo sviluppo di tumori in quelle aree. Ricercatori italiani hanno infatti evidenziato concentrazioni elevate e fuori norma di metalli pesanti come cadmio e mercurio nel sangue di pazienti oncologici residenti nella Terra dei Fuochi (dove sono presenti molti siti illegali di smaltimento dei rifiuti che rilasciano nell’ambiente quantità ingenti di metalli pesanti) in Campania, rispetto alle concentrazioni nel sangue di individui sani. Continua dopo la foto



 


Pubblicato sul Journal of Cellular Physiology, è l’allarmante risultato di uno studio pilota coordinato da Antonio Giordano, direttore dell’ Istituto Sbarro di Ricerca sul Cancro della Temple University a Philadelphia e docente dell’Università di Siena e condotto da Iris Maria Forte dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale CROM Mercogliano.

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