Rinunciò al trapianto per partorire. Debora se n’è andata per sempre


Debora alla fine se n’è andata, ha combattuto per anni con una malattia congenita rarissima: la fibrosi epatica. Debora Mei è morta l’altro ieri nel maceratese, a 51 anni. La notizia si è diffusa immediatamente in città e non solo, perché la donna era molto conosciuta e moltissimo benvoluta. “Aveva una risata che allargava il cuore, che faceva stare bene”, la ricordano gli amici affranti. Debora Mei, figlia di un professore di educazione tecnica e di una addetta dell’Istituto vendite giudiziarie, aveva lavorato nel settore pubblicitario e poi come cassiera al supermercato, dandosi sempre da fare.

Purtroppo però la malattia ha preso il sopravvento e era stata costretta a fermarsi. Mentre era in lista d’attesa per un trapianto di fegato, 16 anni fa, aveva scoperto di aspettare un bambino. Con la sua malattia, i medici avevano escluso che potesse rimanere incinta, e poi che riuscisse a portare a termine la gravidanza. Invece lei aveva scelto di provarci, di avere fiducia in quel figlio insperato, si era tolta dalle liste d’attesa e aveva messo al mondo Stefano. Il parto aveva avuto mille complicazioni, Debora aveva rischiato di morire, ma alla fine il piccolo era sano e lei se l’era cavata. Continua a leggere dopo la foto e il video)









Quel peggioramento acuto, altri organi erano compromessi e a Bologna, dove era seguita, non le avevano dato più speranza. Ma in qualche modo la maceratese ha saputo dell’ospedale di Bergamo dove forse c’era una speranza. Si è messa in contatto con i medici, e a luglio è andata su affinché valutassero la sua situazione. Lì i medici le hanno detto che avrebbero tentato il trapianto, e 20 giorni dopo, per la morte di un ragazzino svizzero di 14 anni, è arrivata la notizia che l’avrebbero operata. La donna è stata sottoposta a un intervento di 12 ore per il trapianto di cinque organi. Continua a leggere dopo la foto e il video)






Purtroppo però a causarle dei problemi era stata una piccola protesi all’aorta. Per risolverli, l’altro ieri si è sottoposta a un altro lungo intervento che purtroppo le è stato fatale. “Era una forza della natura – la ricorda un’amica, l’avvocato Roberta Ippoliti –, non l’ho mai sentita piangere, anzi, nonostante soffrisse da tanti anni aveva sempre una parola per tutti tanto che pensavo che avesse giornate di 72 ore per quanto riusciva a essere presente con le persone che le erano care. La sua risata era bellissima da vedere e da ascoltare, coinvolgente”. Continua a leggere dopo la foto e il video)



 


E ancora: “Faceva delle ceramiche stupende. Trovava sempre qualcosa di positivo in quello che le accadeva, non si fermava mai, anche in ospedale aveva collaborato per una campagna promozionale. Aveva anche voluto rendere pubblico il suo percorso per far sapere che una cura c’era, che il trapianto era possibile. Chi non l’ha conosciuta ha davvero perso tanto”. Il funerale di Debora Mei sarà celebrato domani mattina alle 10 nella chiesa dei Cappuccini, vicino a dove la donna viveva con la sua famiglia. Addio,

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