“Voglio andare da Tiziana”. A due mesi dalla morte della figlia, la madre della Cantone torna a parlare di quel video. Le sue dichiarazioni choc vanno in onda in diretta tv e fanno accapponare la pelle


 

«Tiziana non era forte, non ha mai accettato di essere stata abbandonata dal padre. A volte si rifugiava nell’alcool ma era una ragazza sensibile: è stata plagiata dal suo ex fidanzato». E’ l’atto di accusa della madre di Tiziana, Maria Teresa Giglio, riportato dal quotidiano «Il Mattino». «Tiziana ha convissuto per circa un anno a cavallo tra il 2014 e il 2015 con il suo fidanzato S. D.P., un uomo che mi ha sempre suscitato brutte impressioni». Erano state le prime parole di Maria Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, pochi giorni dopo la scomparsa della figlia, suicida in una cantina dopo la diffusione di un filmato hard che l’aveva resa, suo malgrado, tristemente famosa in tutta Italia e esposta alla pubblica gogna. A quasi due mesi da quel giorno, la donna è tornata a parlare in lacrime ieri sera intervistata da Chi l’ha visto? su RaiTre.

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«Devo lottare – ha raccontato alla trasmissione di Rai3 – perché devo riabilitare la figura di mia figlia. Darle quel rispetto e quella dignità che le hanno rubato. Quella del suicidio è come se fosse stata l’ultima denuncia che lei ha voluto fare. Perché le altre non le hanno dato quella giustizia che lei sperava». «Tiziana – ha aggiunto in lacrime -si è impiccata in un modo che ha sofferto molto. Come se avesse detto “eccomi sono qui, così mi volete?».

 

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La donna poi ha continuato: “Io non ho paura di niente e di nessuno. Lotterò con tutte le mie forze contro tutti quelli che hanno infangato mia figlia. Oltre ad averla uccisa con un clic o pubblicando quel video dandolo in pasto a tutti, nascondendosi dietro l’anonimato di un computer. Vorrei che venisse fuori chi ha divulgato questi video. Oltre ad aver ucciso una povera ragazza hanno ucciso anche una madre. Io conto anche i giorni che mi separano dal raggiungere mia figlia. Non ho più niente da perdere ora che ho perso l’unica cosa che aveva importanza per me: Tiziana, una ragazza dolce e buona, contro di lei c’è stata un escalation di violenza verbale. Qualcuno diceva che l’avrebbe ammazzata se l’avesse incontrata per strada. Ma voi non la conoscete, non sapete il suo vissuto, le sofferenze che questa ragazza si portava dentro”.

“Così hanno ucciso anche mia figlia”. E dopo il caso Tiziana Cantone, torna a parlare il padre di Carolina, la 14enne suicida dopo il dolore e l’umiliazione del video in cui veniva stuprata. Le sue forti e angoscianti parole