“Perché il treno è deragliato”. Tragedia sull’alta velocità: cosa è successo al Frecciarossa uscito dai binari


Il treno deragliato “era partito alle 5.30 da Milano a Roma, si era fermato a Rogoredo e l’incidente è avvenuto alle 5.50 e ha determinato il decesso dei due macchinisti (FOTO). Per fortuna il treno era quasi vuoto, c’è stato un rischio contenuto: nella prima carrozza c’era solo una persona, due tre persone nelle carrozze successive. Il locomotore si è staccato a 300 all’ora e ha deragliato all’altezza di uno scambio posto in una posizione diversa da quella che doveva essere”.

Lo spiega il procuratore di Lodi Domenico Chiari nella conferenza stampa sull’incidente ferroviario che ha coinvolto un Frecciarossa. Il procuratore precisa che “c’era uno scambio interessato da lavori di manutenzione” all’altezza di dove è avvenuto l’incidente ferroviario “e dobbiamo verificare se era chiuso o aperto. E’ una delle ipotesi che stiamo verificando, se lo scambio fosse stato dritto per dritto il treno non sarebbe deragliato. Non era in posizione”, chiosa. (Continua a leggere dopo la foto)







Lo scambio sarebbe stato interessato da lavori proprio la scorsa notte, non si capisce se ordinari o straordinari: “Sicuramente – spiega Chiaro, sono stati fatti stanotte”, alle 4.30 circa, secondo le prime ricostruzioni. “Considerate che è una linea dell’alta velocità sottoposta a controlli continui, sono linee che sono destinatarie di una attività di manutenzione molto attenta. Quindi non si tratta di parti della struttura ferroviaria verificate una volta tanto, ma continuamente. Non credo che vada verificata ogni notte, ma lo verificheremo”. (Continua a leggere dopo la foto)






In particolare a essere interessato dai lavori sarebbe quello che in gergo tecnico si chiama ‘deviatoio’: “Stiamo verificando l’ipotesi dell’errore umano che potrebbe essere legato ai lavori di manutenzione che si fanno perché qualcosa si rompe o non c’è motivo di farli alle 4.30”, spiega ancora. La manutenzione lungo la linea sarebbe “affidata a personale interno” e non affidata in appalto. “Quel treno – dice ancora Chiaro – è il primo che passava dal luogo dove sono avvenute le attività di riparazione. Dobbiamo cercare di capire che cosa non ha funzionato”.

L’ipotesi “che possa trattarsi di un attentato è destituita di ogni fondamento”, continua ancora il procuratore. Sono intanto state recuperate le scatole nere del Frecciarossa. Il treno, spiega Chiaro, “ha una scatola nera che registra tutte le operazioni salienti che svolge il macchinista”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Tenuto conto di quanto accaduto per Pioltello per liberare l’area ci vorrà non meno di due giorni. Per fortuna c’è una linea alternativa che consente di far passare i treni”, dice ancora il procuratore. Se “bisogna fare le cose con la massima rapidità possibile” per riaprire la linea ferroviaria, aggiunge, dall’altra parte “ci sono delle esigenze di accertamento di eventuali responsabilità che in un Paese democratico si fa seguendo le regole”.

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