Lutto nel cinema italiano: il paese costretto a dire addio a uno dei più grandi


Lutto nel cinema italiano: muore Gianni Minervini, 92 anni, classe 1928. È morto a Roma, all’Ospedale Fatebenefrattelli dell’Isola Tiberina, dove sono anche previsti i funerali – domani alle 15 nella chiesa di San Bartolomeo. Ha conseguito il successo con tre David per film come “Turné” di Gabriele Salvatores, “Mi manda Picone” di Nanni Loy e “Fuori stagione” di Luciano Mannuzzi. Si annovera anche il premio Oscar grazie a “Mediterraneo”di Salvatores, con co-produzione di Vittorio Cecchi Gori.

Figlio d’arte eppure mente analitica e pragmatica, in quanto figlio del giornalista Roberto Minervini, critico cinematografico del “Corriere di Napoli” e fratello della scultrice Annamaria. Correva l’anno 1976 quando Minervini ha fondato la Ama Film in società con Antonio e Pupi Avati. Da allora le produzioni sono state un successo. Tra queste, si ricordino il film di Benigni “Berlinguer ti voglio bene” e i primi film di Gabriele Salvatores. Napoletano, amò il cinema tanto quanto la vita. Esordì come attore nel 1955 con “Le ragazze di Sam Frediano” di Valerio Zurlini, nelle vesti del barista innamorato di Rossana Podestà. Fecero seguito  “Souvenir d’Italie” di Antonio Pietrangeli, “Guardia, ladro e cameriera”, “La cento chilometri” di Giulio Petroni, che poi seguì anche come organizzatore e produttore esecutive per i suoi western, “Da uomo a uomo” e “Tepepa”, “Tipi da spiaggia” di Mario Mattoli e “Urlatori alla sbarra” di Lucio Fulci. (Continua dopo le foto).












Con il contratto firmato con la rinomata  Lux Film, saluta la formazione ricevuta nella compagnia di Eduardo De Filippo per continuare in una carriera fedele al cinema, ma nel ruolo di produttore esecutivo per film come “Il federale” di Luciano Salce e “La viaccia” di Mauro Bolognini. Poi, come si accennava, ecco l’idea di fondare la sua A.M.A. Film producendo “Totò,Fabrizi e i giovani d’oggi” e poi “La notte dei serpenti”, un altro western di Petroni. Fondamentali gli anni ’70, quando stringe stretti legami lavorativi con Pupi Avati, Gabriele Salvatores e Nanni Loy: lo scopo di Minervini fu quello di puntare sul cinema d’autore. Da allora le collaborazioni con altri produttori furono un successo: da Cecchi Gori a Goffredo Lombardo, da Elio Scardamaglia a Luciano Martino. (Continua dopo le foto).



“Ho collezionato diversi fiori all’occhiello, belli e sfortunati e dalla breve vita nelle sale cinematografiche, come “Strana la vita” e “Segreti segreti” o “La sposa era bellissima” del prematuramente scomparso regista ungherese Pal Gabor, ho colto prematuramente fiori di campo come quel “Berlinguer ti voglio bene” con un Benigni che nessuno voleva. Ma penso che il nostro cinema abbia bisogno di inventiva e coraggio”. Queste le parole di Minervini, che visse il cinema come la vita, stringendo rapporti lavorativi importanti, che non sempre restituivano il giusto merito alle sue intuizioni; eppure venne sempre animato dal suo stesso sogno, che non perse mai di vista e che mai rinnegò. (Continua dopo la foto).

Pupi Avati dice di Gianni Minervini: “Un compagno di lavoro ideale. Abbiamo vissuto insieme, nella società di produzione, anni bellissimi della nostra vicenda professionale e umana. Gianni è stato parte dell’Ama film dal 1976 al film “Gita scolastica” del 1983. Con una infinità di difficoltà abbiamo creato questa piccola società contro tutto e tutti, scoprendo la televisione che nessuno di noi aveva mai fatto. Abbiamo fatto tanti film assieme. Un produttore innovativo capace di prendere i suoi rischi. Sette anni di collaborazione con questo dinamico produttore da cui ho imparato molto”. Il cinema vuole ricordare così Gianni Minervini.

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