Era stato avvolto in un sacchetto di plastica, privo di vita, e lasciato in un armadio. Il caso del feto ”nascosto” aveva scioccato la città italiana, ma ora arriva la clamorosa (e terribile) svolta. Una storia da brividi: cosa è accaduto


 

Era stato avvolto in un sacchetto di plastica, privo di vita, e lasciato in un armadio di un appartamento di Torino. A partorirlo era stata una 36enne peruviana che, qualche sera dopo, era arrivata in ospedale con forti dolori e un’emorragia in corso. I medici del pronto soccorso avevano capito subito quello che era appena accaduto e quindi avvisato i carabinieri. Nell’abitazione si trovavano il marito di 35 anni e due figli di 5 e 7; inutile la tempestività: il piccolo, rinvenuto nell’armadio, era già morto. Sul feto, di circa 32 settimane, il pm incaricato aveva disposto l’autopsia mentre la Procura aveva avviato un’indagine. Ora, a quasi un mese dal terribile ritrovamento, arriva la clamorosa svolta. Secondo gli accertamenti il piccolo sarebbe stato partorito vivo e poi ucciso subito dopo.

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I carabinieri della compagnia Torino San Carlo hanno quindi notificato un’ordinanza custodia cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Torino alla madre, ritenuta responsabile di infanticidio e occultamento di cadavere. Il provvedimento cautelare è scaturito a seguito delle indagini, svolte dai carabinieri in collaborazione con il personale specializzato del reparto analisi criminologiche del raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche.

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Le verifiche avrebbero dimostrato che il 3 ottobre la donna avrebbe partorito il bimbo all’interno della propria abitazione provocandone, poco dopo, la morte per ”compressione cranica” dopodiché avrebbe occultato il corpicino all’interno di un armadio di una camera da letto dell’abitazione. Al momento del gesto, all’interno dell’abitazione erano presenti soltanto la donna e una figlia di cinque anni, mentre il marito, insieme a un altro figlio di anni sette, non erano in casa.

”Mi sento in un film horror…”. Va a casa della cognata per prendere alcuni oggetti, entra e si accorge dello stato pietoso in cui versa la villetta. Ma quando sale al secondo piano fa la terribile scoperta: ”Era lì da 20 anni, dietro quella porta”

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