Ora legale 2020, quando scatta in Italia e come cambia l’orario


Ora legale 2020, nella notte tra il 28 e il 29 marzo le lancette dell’orologio andranno avanti di un’ora. Così sarà fino al 25 ottobre, data in cui l’ora solare tornerà a bussare alla porta. Così è dal 1966, anno in cui l’Italia decise di adottare definitivamente il cambio di orario dopo un periodo ponte a cavallo tra le due guerra mondiali.

I vantaggi, molti secondo il Governo italiano che, solo pochi mesi fa, su sollecitazione dell’Unione Europea a tutti gli stati membri di esprimersi sull’eventualità dell’abolizione dell’ora legale a partire dal prossimo anno, ha depositato a Bruxelles una richiesta formale (position paper) per mantenere lo status quo. I motivi dell’opposizione sono sostanzialmente tre. Continua dopo la foto






Il primo legato alla salute: non ci sono prove scientifiche che spostare le lancette due volte all’anno scombussoli davvero l’equilibrio psico fisico. Il secondo, al portafogli. Con l’ora legale infatti, gli italiani accendono la luce un’ora dopo, risparmiando sulla bolletta. Terzo, un possibile caos sui mercati generato con l’Unione Europea che, tra l’altro, potrebbe non rispettare i “principi di proporzionalità e sussidiarietà”. Continua dopo la foto






Aderendo alla richiesta dell’Europa, si configurerebbe la possibilità che le “singole scelte degli Stati membri possano creare un mosaico di fusi orari, con il rischio di non garantire il corretto funzionamento del mercato interno”. Nei prossimi mesi se ne discuterà al Parlamento e alla Commissione europea, anche se, al momento, la questione non è prioritaria. Continua dopo la foto



 


I Paesi del Nord non sentono il bisogno dell’ora legale perché, durante l’estate, fa buio più tardi e non c’è bisogno di spostare le lancette in avanti per un risparmio. Quelli del Sud, come l’Italia, sono a favore del doppio fuso, che fa guadagnare un’ora di luce in estate e un’altra nei mattini d’inverno. La situazione quindi è lontana dall’essere definita, nei prossimi mesi (o meglio anni) qualcosa dovrebbe muoversi a patto e condizione che si trovi un accordo e che, il passaggio a un orario unico, non sia fonte di attrito tra le nazioni. Il dato incontrovertibile, quindi, resta che con l’ora legale dormiremo un’ora in meno, ma avremo un’ora di luce in più da sfruttare.

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