Travolto e ucciso da un treno in corsa, viene a galla la verità: un errore fatale


L’ipotesi del suicidio è durata lo spazio di poche ore. Poi, sulla sorte del 40enne morto a Trieste è venuta a galla la verità. Secondo ricostruzioni investigative, l’uomo stava attraversando i binari per raggiungere la banchina sul lato opposto quando è stato colpito da un convoglio proveniente da Trieste. Il macchinista avrebbe testimoniato di aver visto la vittima sui binari, come se appunto stesse attraversando, e che si sarebbe arrestato improvvisamente alla vista del treno, forse perché colto di sorpresa.

L’uomo inoltre indossava un paio di cuffie e forse anche un cappuccio. Del caso si occupa la polizia ferroviaria e gli accertamenti sono svolti dal pm Lucia Baldovin. Una tragedia assurda queste di Trieste. Un copione che purtroppo si ripete. Continua dopo la foto









Solo poche settimane fa infatti, lo stesso destino dell’uomo di Trieste era costata la vita a una 16enne. Stava aspettando il treno per tornare a casa dopo la scuola e ha preso ad attraversare i binari ascoltando musica con delle cuffiette. Quando si è accorto della sirena attivata dal macchinista del treno in arrivo, però, ormai era già troppo tardi. Continua dopo la foto






A ricostruire l’accaduto sono stati gli altri ragazzi che aspettavano il treno: il giovane avrebbe attraversato i binari indossando le cuffiette per ascoltare musica e accorgendosi solo tardi del convoglio in arrivo, la cui sirena era stata azionata dal macchinista. Il giovane avrebbe anche tentato disperatamente di ritornare sulla banchina, ma il treno lo ha urtato e sbalzato di lato, uccidendolo. Continua dopo la foto



 


I genitori del ragazzo, che avevano chiamato la scuola preoccupati perche’ il figlio non rispondeva e perche’ avevano saputo di un incidente mortale in stazione, si sono poi precipitati a Loreto dopo aver ricevuto la notizia dalle forze dell’ordine.
All’alberghiero Einstein-Nebbia, l’istituto scolastico dove Mattia frequentava il terzo anno, i suoi compagni sono sotto choc. “Si comportava molto bene a scuola ed era molto impegnato nello studio“, ricorda il preside Gabriele Torquati. L’Istituto si sta organizzando per dare supporto psicologico ai compagni di classe del 16enne e agli altri studenti presenti e che hanno assistito alla tragedia. Il preside ricorda le tante iniziativa promosse per sensibilizzare i ragazzi alla sicurezza e annuncia che verranno intensificate affinche’ “cio’ che e’ successo non succeda piu’“.

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