Anna Lisa, massacrata a coltellate dal marito: arriva la sentenza dei giudici


Un omicidio, quello di Anna Lisa Cacciari, che aveva scosso profondamente tutta Italia. Era il 20 novembre di 3 anni fa quando il marito, Athos Vitali, si era accanito contro di lei con una serie di coltellate fatali. Adesso è arrivata la sentenza della corte di Cassazione e sul caso è stata scritta la parola fine. Anna Lisa Cacciari non c’è più ma la Cassazione ha dichiarato inammissibile, poiché manifestamente infondato, il ricorso della difesa condannando Athos Vitali a 20 anni.

L’omicidio di Anna Lisa Cacciari era stato in un primo momento confessato dall’imputato, che aveva raccontato di una lite con la moglie, scoppiata quando lei gli ha fatto notare il suo ritardo nel tornare a casa. L’uomo spiegò di essere stato prima da un’amica con cui aveva una relazione e poi di aver fatto ritorno a casa perché doveva andare con la moglie in banca, per problemi di debiti.  Continua dopo la foto









Pochi giorni dopo, però, ritrattò dichiarandosi innocente, e dicendo di aver ceduto a pressioni.Per la Cassazione, che ha da poco depositato la sentenza, le pronunce di primo e di secondo grado costituiscono “un corpo argomentativo uniforme e privo di lacune” con una “congrua e ragionevole giustificazione del giudizio di colpevolezza”. Continua dopo la foto






Quanto al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, secondo la Cassazione, i giudici precedenti hanno ben motivato, “negando il beneficio per la freddezza del delitto, la mancanza di pietà per la moglie e la messa in scena successiva”. Nonostante gli omicidi di ambo i sessi siano calati in Italia, rimangono percentualmente più elevati i numeri di quelli che vedono come vittime le donne. Continua dopo la foto



Ad accorgersene è anche l’analisi statistica condotta dal Pg della Cassazione. Il dato che riguarda l’uccisione di donne nel nostro Paese è tanto più grave, questo il ragionamento del Pg, dal momento che l’Italia è sotto la media Ue, in assoluto, per quanto riguarda gli omicidi in generale. Nel “contesto positivo” del calo degli omicidi con uomini come vittime – 297 nel 2019, dato inferiore a quelli che si registrano in media negli altri Paesi Ue – “è ancora più drammatico il fatto che permangono pressoché stabili, pur in diminuzione, i cosiddetti femminicidi”, ha detto Salvi ritenendoli una “emergenza nazionale”. In particolare, secondo i dati illustrati con allarme dal Pg, “le donne uccise sono state 131 nel 2017, 135 nel 2018 e 103 nel 2019. Aumenta di conseguenza il dato percentuale, rispetto agli omicidi di uomini, in maniera davvero impressionante”, ha sottolineato Salvi tralasciando i dati che riguardano gli uomini.

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