La febbre altissima, poi il coma. Emma muore in ospedale, aveva 10 anni


Si chiamava Emma Vitulli e aveva soltanto 10 anni. La piccola era residente a Silea, è morta martedì pomeriggio all’ospedale Ca’ Foncello per le complicanze di un virus influenzale di tipo B: saranno le analisi delle prossime ore a confermare cosa l’abbia uccisa ma l’ipotesi più probabile per i medici dell’Usl 2 è che si sia trattato di un’encefalopatia necrotizzante acuta, una complicanza molto rara dovuta a un’infezione.

La settimana scorsa la piccola aveva la febbre alta, domenica sera le sue condizioni erano peggiorate e i genitori l’hanno portata in pronto soccorso. I medici hanno capito subito che la situazione era molto grave. Tac e risonanza magnetica hanno confermato che la compromissione cerebrale era estremamente pericolosa, e nella notte tra domenica e lunedì la bambina è andata in coma. Continua a leggere dopo la foto









Non sono bastate 48 ore ai medici e agli operatori dei reparti pediatria, rianimazione, neuroradiologia, microbiologia, infettivologia e pronto soccorso per salvarla: hanno fatto tutto il possibile per aiutarla, ma martedì la piccola è morta. “L’encefalopatia acuta necrotizzante è una patologia estremamente rara – spiegano dall’Usl 2 -, sono descritti non più di un centinaio di casi pediatrici, nella letteratura scientifica, a livello mondiale”. Continua a leggere dopo la foto






Si tratta di una patologia conseguente a infezioni virali, su base metabolica-immunomediata, tra le quali anche l’influenza di tipo B, assieme ad altri virus. La progressione della malattia in pochissime ore, l’andamento devastante sul sistema nervoso centrale con compromissione dei centri vitali, rende purtroppo inefficace, in questi casi, qualsiasi tipo di terapia. Continua a leggere dopo la foto



 


Il tasso di mortalità della malattia molto è elevato e in caso di sopravvivenza gli esiti sono, spesso, gravi». La bambina frequentava la quinta elementare a Lanzago. Lascia i genitori e due fratelli maggiori.

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