”Ecco cosa è successo sulla sponda di quel canale”. Giallo di Maccarese, emergono nuovi dettagli sul caso dell’11enne trovato morto in acqua


 

Giallo di Maccarese, forse Alessandro non era solo lungo l’argine del fossato dove è stato trovato morto. È l’ipotesi, in realtà mai scartata, a cui sta lavorando la procura di Civitavecchia. Come riporta il Corriere della Sera, forse quel pomeriggio l’11enne era in compagnia di alcuni amichetti, gli stessi coetanei che abitano nel comprensorio di via Campo Salino dove risiedono anche i nonni di Ale che quel maledetto giorno lo avevano ospitato per pranzo. Sono state ascoltati più volte da magistrati e poliziotti i ragazzini. Audizioni protette con l’ausilio di psicologi della Squadra mobile di Roma in cui sarebbe emerso un tragico scenario. I resoconti dei piccoli – tre, forse quattro le posizioni al vaglio, si legge sempre sul Corriere – avrebbero fatto emergere alcune contraddizioni, che in queste ore vengono approfondite dal sostituto procuratore Alessandra D’Amore.

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Sono tutte storie secretate a difesa dei minori, che per legge non saranno comunque imputabili a prescindere alla ricostruzione di quei tragici minuti sulla riva del canale. Oltre agli amichetti, gli agenti di Fiumicino hanno ascoltato oltre 100 persone, ma nessuno dei testimoni, residenti nel comprensorio a soli 10 metri da quel fossato, ha visto il bambino allontanarsi, con adulti o meno. Ma le testimonianze raccolte non hanno escluso che i bambini del vicinato fossero insieme prima delle 14, quando cioè Alessandro è uscito dalla casa dei nonni per non farvi più ritorno. Il bambino anzi, da quanto ricostruito, avrebbe seguito gli amici sulle sponde del canale. Cosa sia poi successo bisogna ancora accertarlo: forse un gioco finito male, una spinta accidentale oppure un malore improvviso al quale non è seguito l’allarme opportuno che avrebbe potuto salvare l’11enne.

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Al momento, come detto, non è esclusa alcuna ipotesi dagli inquirenti. E anche le cause della morte di Ale sono tutt’altro che chiare perché l’autopsia ancora non ha accertato il decesso per annegamento. Il medico legale incaricato del fascicolo, Luigi Cipolloni, ha disposto ulteriori esami di laboratorio: la carenza di acqua nei polmoni ha spinto il perito a ipotizzare una possibile concausa del decesso, un malore antecedente alla caduta in acqua o magari motivo diretto della stessa. I risultati dei prelievi saranno pronti tra qualche giorno.

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