Stefano Cucchi? Ecco perché lo hanno massacrato. La drammatica verità sulla morte del ragazzo a distanza di poche settimane dall’ultima, discutissima sentenza. E ora?


 

Il caso di Stefano Cucchi ogni giorno sembra aggiungere dettagli sconcertanti. Chi lo ha massacrato? È stato il pestaggio la causa della morte del ragazzo romano? Sono le due domande che hanno segnato tutto l’iter processuale legato alla vicenda Cucchi e a cui, finora, dalla giustizia sono arrivate solo risposte parziali. C’è però una terza domanda su cui vale la pena soffermarsi: qual è il motivo del pestaggio ai danni di Stefano? L’Espresso ha provato a rispondere svelando nuovi dettagli sul possibile movente che ha dato inizio a tutto la vicenda. Un movente che ha a che fare con la reticenza, da parte di Cucchi, a svelare ai carabinieri che lo avevano arrestato dove avesse nascosto l’importante quantitativo di droga (si parla di 133 grammi di cocaina e quasi un chilo di hashish) di cui sarebbe stato in possesso. Per dirla in altre parole: quella contro Cucchi doveva essere una “brillante operazione antidroga”, ma si risolse quasi in un nulla di fatto. I carabinieri trovarono solo venti grammi di hashish, due dosi di cocaina e due pasticche di ecstasy che in realtà si rivelarono compresse di ‘Rivotril’ per la cura dell’epilessia, mentre la successiva perquisizione a casa dei genitori del ragazzo non diede alcun esito.

(Continua a leggere dopo la foto)



La droga, infatti, venne trovata solo il 6 novembre 2009, diversi giorni dopo la morte di Cucchi, in un appartamento di Morena occupato saltuariamente dal geometra. Ad allertare le forze dell’ordine del ritrovamento dello stupefacente fu lo stesso papà di Stefano Cucchi.  Durante i primi interragori Cucchi mantenne dunque “una comprensibile reticenza circa il luogo dove realmente egli abitava” (lo scrivono gli stessi giudici della corte d’Assise), un comportamento che ha infastidito i militari che lo avevano in custodia. Secondo l’Espresso è proprio sulla base di questa ipotesi che si stanno muovendo gli inquirenti che hanno messo sotto indagine i carabinieri.

 

(Continua a leggere dopo la foto)


Ad avvalorare questa tesi c’è anche la testimonianza di un appuntato, Riccardo Casamassima, che in un interrogatorio del 30 giugno 2015 dice: “Sembrerebbe una cosa preparata prima, cioè che i carabinieri sapevano che Cucchi aveva un quantitativo importante e lo cercavano a casa dei genitori, non trovando nulla per estorcergli hanno cominciato a menarlo”. Quella di Stefano Cucchi, però, stando alla sentenza dell’ultimo processo fu una “morte improvvisa ed inaspettata per epilessia in un uomo con patologia epilettica di durata pluriennale, in trattamento con farmaci anti-epilettici”. È l’ipotesi “dotata di maggiore forza ed attendibilità” adottata dai periti incaricati dal gip di Roma dell’esame tecnico-scientifico per accertare la natura, l’entità e l’effettiva portata delle lesioni patite da Stefano Cucchi. “Le lesioni riportate da Stefano Cucchi dopo il 15 ottobre 2009 non possono essere considerate correlabili causalmente o concausalmente, direttamente o indirettamente anche in modo non esclusivo, con l’evento morte”. Sono le conclusioni del collegio dei periti nominati dal gip nell’ambito dell’inchiesta bis avviata per accertare la natura, l’entità e l’effettiva portata delle lesioni patite da Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 una settimana dopo il suo arresto per droga.

 

Ti potrebbe interessare anche: “Ecco com’è morto Stefano Cucchi”. Un altro colpo di scena nel caso più discusso degli ultimi anni. Il risultato della perizia: “Queste le cause reali del suo decesso”. E ora si riapriranno polemiche e accuse