Formaggi ritirati dal mercato: “Possibile contaminazione per Listeria Monocitogene”


La catena di supermercati Aldi, presente anche a Trento, ha ritirato dal mercato due lotti del formaggio Dop trentino, inserito nella linea di prodotti «Regione che vai». Parliamo di due partite di Puzzone di Moena (la 21324 e la 21324-A), che sarebbero state danneggiate da un batterio. Il ritiro è previsto per ragioni precauzionali. A diffondere la notizia – poi ripresa dallo Sportello dei Diritti, una Onlus (www.sportellodeidiritti.org) – è stata la catena Aldi.

Riportiamo dal sito dell’associazione che si occupa di difesa dei consumatori: «La presenza di Listeria monocytogenes è stata riscontrata da Aldi durante un controllo di routine da un laboratorio accreditato, si legge in una nota odierna della catena dei supermercati, secondo cui non si possono escludere problemi di salute in caso di consumo. Da qui la decisione di un ritiro a titolo preventivo del fornitore Trentin Spa e Aldi, che hanno provveduto al richiamo del prodotto per garantire la tutela del consumatore. Continua dopo la foto








Coinvolta la confezione da 200 grammi la cui vendita è stata tempestivamente bloccata. L’articolo, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, non può essere consumato e può essere restituito dai clienti in tutte le filiali Aldi. Il prezzo d’acquisto sarà naturalmente rimborsato anche in assenza dello scontrino di cassa. Per ulteriori informazioni Aldi ha attivato un servizio hotline raggiungibile al seguente numero: +39 800 370 370 (lun-ven 8:30-17, sab 08-14). Aldi si scusa per i disagi recati alla clientela. Quest’articolo è stato in vendita in tutte le filiali Aldi». Continua dopo la foto






La Listeria monocytogenes è un batterio che può contaminare diversi alimenti, tra cui latte, verdura, formaggio molle, carni poco cotte. Premesso che precauzionalmente il prodotto è stato «richiamato», nelle prossime settimane, ad indagine avviata, si potrà capire dove è stato generato il batterio e sarà quindi possibile individuare i responsabili. Gli sviluppi di questa vicenda sono seguiti con grande attenzione dai vertici e dai tecnici del Caseificio di Predazzo e Moena, che fa parte del Gruppo Formaggio del Trentino (il prodotto in questione viene confezionato dall’azienda Trentin di Cerea, in provincia di Verona). Continua dopo la foto



 


La Listeria monocytogenes si può generare nella fase di taglio del prodotto se l’ambiente in cui si trova non è adeguatamente conservato. I micro organismi possono causare anche malattie gravi a livello dell’encefalo. I soggetti più a rischio sono i soggetti immunodepressi, gli anziani e le donne in gravidanza (nei casi più estremi queste rischiano l’aborto). Ieri al laboratorio Concast Trentingrana sono state fatte ulteriori verifiche sul prodotto caserario. «Anche per il Puzzone – spiega Alessandra Bertolini, responsabile garanzia qualità presso Trentingrana – c’è un’accurata procedura di controllo». Insomma da Trento si fa sapere che non ci sarebbero stati errori nelle fasi di verifica del formaggio, che una volta prodotto viene trasferito a Verona, per il confezionamento, in questo caso ad opera dell’impresa Trentin spa, che ha sede a Cerea.
È troppo presto per dire una parola defintiva, anche perché si deve capire come si muoverà Aldi a livello legale. ln una fase decisamente delicata il presidente del Caseificio di Predazzo e Moena Luigi Defrancesco non si sottrae alle domande. «Certo non è una bella pubblicità. Non so se possiamo parlare di danno di immagine. Forse no. Lo vedremo nei prossimi giorni. Capiremo se ci sarà o no un calo delle vendite».

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