Omicidio Luca Sacchi, spuntano le chat con Anastasia: “Con uno dei tuoi amanti…”


Uno scambio di droga andato male nel quartiere romano dell’Appio Latino. Così è morto Luca Sacchi, il personal trainer ucciso il 23 ottobre 2019. Le indagini sono quasi volte al termine, ma rimane un ostacolo forse ancora più invalicabile, dalla portata disarmante: l’omertà di chi ha assistito all’omicidio. Si sa che l’avvocata della famiglia Sacchi, Decina Armida, ha affermato che Luca era distante dalle dinamiche dello spaccio in questione e che la sua morte è stata la conseguenza per aver difeso la fidanzata Anastasia.

Queste le parole ferme dell’avvocato: “Sicuramente per la dinamica del fatto, per come è avvenuto, un ragazzo di 25 anni di buona famiglia, lontano da ogni contesto criminale, che si è ritrovato parte attiva di un brutale omicidio e poi perché intorno a questa vicenda continua ad aleggiare omertà e silenzio. Nessuno mai spontaneamente si è presentato in procura o in questura a raccontare o a fornire elementi utili alla ricostruzione dell’omicidio”. Si ha un nome ed è quello di Valerio del Grosso, 21 anni, originario di Casal Monastero, frazione del quartiere di San Basilio, ad oggi in carcere a Regina Coeli. (Continua dopo la foto).







Da Il Messaggero si apprendono dettagli molto importanti, che puntano l’attenzione sul rapporto della coppia e fanno emergere alcune chat scambiate tra i due fidanzati prima dell’omicidio di Luca Sacchi. “Basta, da ora in avanti faccio quello che voglio”, così Anastasia scriveva a Luca Sacchi un mese prima che il proiettile sparato da Valerio Del Grosso uccidesse il bodybuilder. È certo che i litigi fossero all’ordine del giorno e quasi sempre legati alla droga e ai presunti tradimenti di Anastasia. I due giovani non facevano altro che rinfacciarsi rancori, menzogne e omissioni. (Continua dopo la foto).






“Stai con uno dei tuoi amanti?”, questo chiedeva Luca alla ragazza, di cui non aveva alcuna fiducia. Anastasia, dal canto suo, chiamava Luca ‘mammone’: “Quindi tu starai sempre dalla parte di tua madre e mai dalla mia, giusto? Se ti dice: scegli o me o lei, tu dirai mammina, vero?”. Le chat fanno parte degli atti del fascicolo per omicidio. Luca Sacchi ha perso la vita, forse per i settantamila euro, nascosti nello zaino di Anastasia, denaro che Valerio Del Grosso e il suo complice, Paolo Pirino, avrebbero voluto prendere senza dare in cambio la droga. (Continua dopo la foto).



Sempre Il Messaggero riporta uno scambio di messaggi avvenuto tra i due fidanzati alle 3 del 9 settembre. Anastasia avrebbe chiesto a Luca: “Ti va ancora di stare con me? Ti va di amarmi? Non è un gioco o una domanda scontata”. Luca risponde di sì e Anastasia continua: “Tu vuoi stare con una come me?”, “Una come te?”, chiede Luca, e lei ripete: “Una come me”. Sacchi risponde: “Dopo la sbroccata di prima ho paura, ma comunque sì, voglio stare con te, tu?”. I toni di Anastasia cambiano: “E già questa risposta ad una come me, sono sincera, non mi piace per niente, mi fa solo allontanare e penso alle cose che ti ho detto prima. Forse, davvero, potremmo essere degli ottimi amici che si vogliono bene, forse è questo che ci aspetta”. Luca risponde. (Continua dopo la foto).

“Basta essere così diretta con me, affronti questo argomento con troppa semplicità, come se non ti toccasse”. E lei: “Io se dico queste cose è solo perché tengo un mondo a te e non voglio assolutamente essere un peso per la tua vita, ma una gioia”. Poi l’11 settembre Anastasia scrive a Luca: “Sei perfetto in tutto, perché sai frenarmi e invogliarmi allo stesso tempo”. Due giorni, alle 18, dopo Luca annuncia alla fidanzata che sta per raggiungerla. E lei: “Non mi rompere, mi hai stufato. Non perché voglio che tu lo sappia, ma d’ora in avanti, te l’avevo già detto, faccio quello che voglio e non una relazione di costrizioni”. “Non trattarmi così”, ribatte Luca. Ti sto chiedendo solo di rispondermi”. (Continua dopo la foto).

E Anastasia: “Ma che c… vuoi dire che io ti tratto come fai te? Che ti perculo davanti agli altri. O che per caso ti mando a casa col rischio che succede qualcosa e io me ne vado perché ho sonno o perché mamma si preoccupa. Penso sempre in primis a te, in cambio ho un co… che mi dice che la mia vita fa schifo e mi sfogo con lui. Sappi che la mia vita ha cominciato a fare schifo da quando ci sei tu”. Il 15 settembre Luca è arrabbiato con Anastasia: “Non posso andare avanti così. Non riesco ad avere parole. Sono arrabbiatissimo con te”. E Anastasia: “Ma perché, scusa. Ti ho detto che andavo a casa e sto a casa, perdonami”. Lui risponde: “Non mi sono fidato troppo perché eri un po’ fatta e avevo paura di qualsiasi cosa”. Lei: “Vaffa…” E Luca: “Hai fatto proprio una cazzata grossa come una casa e ti giuro mi ha dato proprio fastidio. Ancora non ho risolto, per un motivo o per l’altro. Certe volte mi scordo, altre non se po’ fa’”. (Continua dopo la foto).

Mariangela Sciancalepore, vice-questore aggiunto della Polizia di Stato, dirigente della sezione narcotici della squadra mobile di Roma, parla per la sua esperienza nel campo: “Lo sballo non basta più a soddisfare i giovani, hanno bisogno di scaricare l’adrenalina che deriva da una pasticca, piuttosto che da un tiro di cocaina e come lo fanno? Ricorrendo all’uso della violenza in un mondo in cui tutti siamo immersi quotidianamente da immagini di violenza che vengono trasmesse dai mass media”. Parole forti, che supportano le indagini e che lasciano riflettere.

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