Contravvenzioni, il salasso è iniziato: i comuni hanno bisogno di soldi


I tagli ai comuni hanno toccato i 41 miliardi, così gli enti locali restano a secco e cercano di finanziarsi spolpando gli automobilisti: le sanzioni sono aumentate almeno del 15% e sfiorano i due miliardi l’anno. Secondo molti osservatori è una tassa occulta che non ci rendiamo conto di pagare. Oggi Il fatto quotidiano dedica molto spazio al tema delle contravvenzioni e all’approccio dei comuni. che sta cambiando proprio per far fronte alla necessità di finanziare le sue attività istituzionali. Nel 2013, per esempio, la città di Milano, prima nella classifica, ha intascato oltre 132 milioni di euro per una media di 170,5 euro per ogni patentato. Al secondo posto per introiti pro-patente, c’è Firenze, che ha incassato complessivamente 34 milioni, cioè 145,5 euro per ogni patentato. Segue Bologna, 35 milioni in tutto e una media di 143,7 euro. Roma si è piazzata al 14mo posto, con una media di 88,5 euro per patentato, ma con un incasso complessivo di oltre 154 milioni. Molto distaccata Napoli, con 58 euro a patente e 30 milioni di incasso totale e poi Palermo: 53,9 euro pro-capite e 21 milioni di incasso. Quelle sono le multe effettivamente incassate perché quelle comminate sono molte di più. E lo si desume dalle cifre messe in bilancio dai singoli comuni rese note dall’indagine condotta, qualche mese fa, dall’agenzia AdnKronos. A Milano nel 2014 il comune prevede di incassare 23 milioni in più passando da una previsione di 232 milioni per il 2013 a 255. Il 10% in più. A Bologna la previsione è di 46 milioni con un aumento del 25% rispetto a quanto incassato. Secondo l’Adn l’aumento complessivo è di circa il 15%, di fatto una tassazione indiretta che va a colpire indiscriminatamente i cittadini automobilisti.

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In teoria le contravvenzioni dovrebbero servire per migliorare la sicurezza stradale. Ma è davvero così?. In mancanza di resoconti ufficiali l’unica traccia utile per capire come si spendono i soldi della sicurezza stradale è andare a prendere il bilancio dello Stato così come lo conserva la Ragioneria centrale. E così si scopre che per promuovere attività di prevenzione dai rischi di mobilità stradale al fine di migliorare la sicurezza stradale sono previsti per il 2014 solo 36.238.091 euro. Che restano più o meno stabili per il 2015, toccando i 37 milioni, ma che nel 2016 precipitano a 24.538.227 euro. Cioè: aumentano gli introiti dalle contravvenzioni e diminuiscono i fondi per la sicurezza stradale.

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