Mamma si dà fuoco davanti al tribunale: è gravissima


Dramma a Mestre. Una giovane donna si è cosparsa di liquido infiammabile e si è data fuoco stamane davanti al Tribunale dei minori. La donna è stata subito soccorsa dai sanitari del Suem 118, intubata sul posto e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale all’Angelo. Ora sarebbe in gravi condizioni. Sulla vicenda sta eseguendo accertamenti la Polizia.

Sul luogo del rogo sono stati ritrovati una tanica con del liquido infiammabile e un cartello in cui la giovane spiega, accludendo una fotografia, le ragioni del gesto. Nel messaggio si farebbe riferimento all’affidamento della figlia Sofia e al marito. Quest’ultimo risiederebbe nel trevigiano. I primi a soccorrere la giovane e a tentare di spegnere le fiamme sono state le guardie giurate che sorvegliano la sede giudiziaria. Continua dopo la foto









Quello di Mestre è l’ultimo caso in cui, scene di disperazione, si affiancano alla decisione di un giudice nell’ambito dell’affido. La questione dell’affidamento dei figli in sede di separazione, divorzio od al di fuori del matrimonio ha trovato riforma con il Decreto Legislativo numero 154 del 2013. La legge in questione ha introdotto gli articoli 337-bis e seguenti all’interno del codice civile. Continua dopo la foto






Gli articoli disciplinano non soltanto i criteri di scelta a cui dovrà attenersi il giudice in caso di separazione giudiziale o divozio giudiziale, ma anche quali l’organo giudicante dovrà seguire per la prole nata fuori dal matrimonio. L’ambito di applicazione è infatti ben chiarito all’articolo 337-bis del codice civile, ove stabilisce che le disposizioni si applichino “in caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio e nei procedimenti relativi ai figli nati al di fuori del matrimonio”. Continua dopo la foto



 


In caso di affidamento condiviso dei figli, la potestà (ora responsabilità) genitoriale verrà esercitata congiuntamente. I genitori dovranno concordemente prendere le scelte di straordinaria amministrazione, tenendo conto delle tendenze e dell’interesse del figlio. In caso di disaccordo interverrà il giudice. Le scelte di straordinaria amministrazione sono quelle più importanti per il figlio: la legge è volutamente vaga sull’argomento, per lasciare ampio margine di interpretazione al giudice. Per quanto attiene all’ordinaria amministrazione, la responsabilità genitoriale può essere esercitata anche separatamente, quando però questo sia stabilito dal giudice. Le scelte di ordinaria amministrazione sono quelle meno importanti per la vita del figlio, attinenti alla vita quotidiana.

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