Tutto è partito da Facebook! “Gli ha sparato in faccia!” Far west a Cagliari, città sotto choc. Un gesto folle e spietato, ma quel che lascia ancor di più senza parole è il motivo per cui lo ha fatto…


 

I social network ci stanno sfuggendo di mano, ed episodi come questo o come quello di Tiziana Cantone ce lo ricordano ogni giorno di più. Un litigio iniziato su Facebook è finito nel sangue. È successo questo pomeriggio a Cagliari, nel quartiere di Is Mirrionis. Tre uomini si sono ritrovati in strada per chiarire il contenuto di un post pubblicato qualche giorno prima su Facebook, forse con qualche insulto di troppo. A scriverlo era stato Martin Aru, un disoccupato di ventiquattro anni, sceso in strada per discutere della frase sui social network con due fratelli. Durante l’incontro “chiarificatore”, la discussione è presto degenerata si è scatenata una rissa. Ad avere la peggio, inizialmente, è stato proprio il ventiquattrenne, che dopo botte e insulti è tornato a casa, ha preso una pistola calibro 7,65 illegale e una frusta ed è tornato in strada. 

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Aru ha impugnato l’arma e ha aperto il fuoco, colpendo alla testa Sandro Picci, un quarantasettenne cagliaritano che era intervenuto nella discussione per difendere i due fratelli che si erano sentiti offesi dal post scritto sulla pagina Facebook del ventiquattrenne. L’uomo è morto sul colpo. Adesso i carabinieri e la polizia stanno indagando per capire l’esatta dinamica delle cose. L’unico elemento certo è che all’origine di tutto c’è un post su Facebook giudicato offensivo da due fratelli, che l’hanno ritenuto rivolto direttamente a loro.

 

 

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Dalla lite sui social si è passati prima all’appuntamento, e poi alla rissa in strada, che ha coinvolto anche Picci, che ha avuto la peggio. Dopo un’ora dall’omicidio, Aru si è presentato spontaneamente dai militari, sostendo di essere stato minacciato, e di aver per questo motivo deciso di impugnare la pistola e sparare. er lui scatteranno le manette con l’accusa di omicidio volontario.

 

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