Lo schianto, poi la corsa in ospedale: Enrico muore a 38 anni dopo 24 ore di agonia


Tutta la comunità di Selargius è in lutto per la morte di Enrico Spiga. Il 38enne era rimasto vittima nel pomeriggio di martedì 14 gennaio, di un incidente stradale sulla statale 387 in territorio di Monserrato. Trasferito d’urgenza all’ospedale Brotzu, dopo circa 24 ore ne è stato dichiarato il decesso, nel reparto di rianimazione dove era stato ricoverato, a causa delle ferite troppo profonde riportate e la famiglia ha dato l’ok per la donazione degli organi. Enrico si trovava a bordo di una Opel Corsa con il fratello quando si è verificato l’impatto frontale con un pulmino, per cause ancora in via di accertamento.

Lo scontro è stato talmente violento che la vettura è rimasta completamente accartocciata e l’uomo è volato sul ciglio della strada, sbalzato fuori dall’abitacolo e battendo la testa sull’asfalto. Nello scontro sono rimasti feriti in maniera lieve anche il fratello di Enrico, Alessandro, 37 anni, e un altro giovane di 29 anni, Mattia Vidal, cagliaritano alla guida del pulmino. Continua a leggere dopo la foto









Sul posto è accorsa anche la polizia stradale, che sta conducendo tutti i rilievi del caso per ricostruire la dinamica di quanto successo. Solo ieri la mamma aveva scritto su Facebook: “Io accendo una candela per mio figlio Enrico, torna con noi amore di mamma”. Continua a leggere dopo la foto






Poi il tragico epilogo. Non sono buoni gli ultimi numeri sugli incidenti stradali in Italia. Dopo un anno di incoraggiante calo le cifre relative ai primi mesi del 2019 parlano di un +7% di vittime da sinistri stradali. Continuando di questo passo sembra purtroppo allontanarsi l’ambizioso obiettivo del piano UE secondo cui l’Italia sarebbe dovuta scendere nel 2020 a ‘soli’ 2000 morti, visto che le stime proiettano la cifra finale di quest’anno a circa 3.500. Continua a leggere dopo la foto



 


“L’aumento, per il momento parziale, del 7% di vittime da incidenti stradali in Italia è un campanello d’allarme sul quale riflettere e lavorare”. Lo ha sottolineato il capo della polizia, Franco Gabrielli, commentando i freddi numeri snocciolati da Busacca.

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