Ravenna, sposa bambina venduta dai genitori per pagare un debito di 30mila euro


Picchiata in famiglia da quando aveva sei anni, con l’unica colpa di voler vivere all’occidentale. A dodici anni, come se le violenze subite in casa non bastassero, viene ceduta in sposa a un connazionale per pagare un debito di 30.000 euro, un uomo di 16 anni più grande di lei che ne ha abusato sessualmente la prima notte di nozze. È la triste storia di una bambina originaria del Bangladesh, residente a Ravenna, come riporta il quotidiano La Voce di Romagna: una vicenda finita in tribunale nel processo che vede imputati il padre e la matrigna, di 45 anni ed entrambi residenti ora a Rovigo, per maltrattamenti in concorso, e l’ex marito della piccola, che dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenni. All’epoca dei fatti i genitori della ragazzina vivevano a Ravenna, l’ex marito invece a Forlì. Il matrimonio, per estinguere il debito, viene celebrato con rito religioso nel 2006, quando la piccola ha solo 12 anni. Dopo tante umiliazioni la ragazza riesce a lasciarlo e a raccontare tutto alla polizia.








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La sposa bambina
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Villaggio di Cholapatti, India, 1896. Nella camera tutto è pronto per la prima notte di nozze. La piccola Sivakami siede sul letto. Fuori della porta ha lasciato i giochi, i sogni, le fantasie. Ha lo sguardo pieno di paura e sta tremando sotto il sari e i gioielli. Ha solo tredici anni quando sposa Hanumarathnam, guaritore ed esperto di oroscopi. Così hanno deciso i suoi genitori. Da questo momento in poi nessuno si occuperà più di lei, ma sarà lei a prendersi cura degli altri, prima come moglie, sempre attenta a compiacere ogni desiderio del marito, e poi come madre. Ma la forza che Sivakami ha nutrito e scoperto in sé nei primi anni di matrimonio forse non è abbastanza per affrontare la morte di Hanumarathnam. Ora Sivakami è vedova, la condizione peggiore per la casta brahmanica di cui fa parte. Da adesso in poi deve rispettare le rigide regole che il suo stato le impone: tenere i capelli tagliati a zero, indossare il sari bianco, non uscire di casa, non avere alcun rapporto con il sesso maschile e non toccare nessuno dall’alba al tramonto, neanche i suoi figli. Crescerli, farli studiare, offrire loro una vita migliore pare impossibile in questa condizione. In bilico tra i conflitti inconciliabili della tradizione e la modernità che incalza giorno dopo giorno, Sivakami dovrà scegliere. Sarà l’amore incondizionato di madre a spingerla ad agire e a prendere una decisione drastica, che influenzerà il destino di tutti loro in maniera sorprendente e inaspettata.

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Quando Fatima viene alla luce, da una povera famiglia nigeriana, solo una strega cattiva si affaccia sulla sua culla. Una zia senza scrupoli che chiede, e ottiene, dal padre, la neonata per sé. È un investimento per il futuro, perché il mondo è pieno di uomini disposti a pagare cifre altissime per comprarsi ragazzine, spesso ancora bambine, magari da aggiungere al proprio harem. Non è insolito in Nigeria, se nasci in una famiglia povera. La vita di Fatima, bella come una principessa, è tutt’altro che una fiaba. La zia Saba ha tutti i poteri su di lei e ne abusa abbondantemente. Ma né la zia né il marito, Ahmed, hanno fatto i conti con lo spirito indomito della ragazza, che non è disposta a rinunciare alla libertà senza lottare e un giorno decide che è arrivato il momento di sfidare il destino che gli altri hanno disegnato per lei. 

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