Omicidio Mollicone: dopo 18 anni, l’ex maresciallo Mottola rompe il silenzio


A 18 anni dal delitto di Serena Mollicone, uccisa ad Arce nel 2001, l’ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola rompe il silenzio. La ragazza scomparve il 1º giugno 2001 e venne ritrovata morta due giorni dopo in località Fontecupa, nel boschetto dell’Anitrella. I responsabili, a distanza di 18 anni, non sono stati ancora condannati nonostante siano state indagate numerose persone, tra questi proprio il carabinieri Franco Mottola, la moglie e il figlio.

Secondo gli accertamenti del RIS, infatti, l’omicidio è avvenuto all’interno della caserma dei carabinieri di Arce, e nell’aprile 2019 si sono chiuse le indagini con la richiesta di rinvio a giudizio di 5 persone tra cui 3 carabinieri. L’udienza preliminare si è svolta il 13 novembre 2019 davanti al GUP di Cassino Domenico Di Croce, che l’ha rinviata al 15 gennaio 2020, per un difetto di notifica alla vedova del brigadiere Santino Tuzi. (Continua a leggere dopo la foto)









Il maresciallo Franco Mottola, la moglie Annamaria e il figlio Marco sono accusati di omidicio aggravato. Il sottoufficiale Vincenzo Quatrale è indagato per concorso in omicidio ed il carabiniere Francesco Suprano per favoreggiamento. Secondo la ricostruzione del delitto, a colpirla sarebbe stato il figlio di Mottola, Marco, probabilmente facendo sbattere la testa di Serena contro una porta all’interno della caserma. (Continua a leggere dopo la foto)






Per la prima volta il maresciallo rompe il silenzio respingendo ogni accusa. “Respingo ogni accusa – ha detto Franco Mottola – Della morte di Serena non so e non sappiamo nulla”. “Se Serena doveva andare da mio figlio – ha poi spiegato Mottola – poteva citofonare direttamente al nostro alloggio e non c’era bisogno che suonasse in caserma facendosi vedere dal piantone”. L’ex maresciallo ha poi sottolineato che il brigadiere Santino Tuzi, trovato morto suicida nel 2008, “dice una sciocchezza sul fatto che dovesse avere confronto con me”.

“Nessuno di noi – ha precisato – aveva la notizia di questo colloquio, queste notizie sono false e infondate”. “Ci auguriamo che vengano scoperti l’assassino di Serena e i loro complici”, ha poi aggiunto Franco Mottola. “Noi ci siamo chiusi a riccio da quando ci siamo accorti di essere diventati oggetto di facili accuse”, ha concluso. “Non ho mai fatto del male a Serena Mollicone. La mattina del 1 giugno non l’ho vista. Su di me Santino Tuzi ha mentito, ha detto una menzogna”, ha detto dal canto suo Marco Mottola, figlio dell’ex maresciallo, aggiungendo: “Nella mia vita ho commesso tanti errori e dato problemi ai miei genitori ma a loro ho chiesto scusa. Abbiamo fiducia nella giustizia, per il resto parleremo con i giudici”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


“Nelle carte dell’accusa c’è già la prova provata che i Mottola sono innocenti”, ha sottolineato l’avvocato Francesco Germani, difensore della famiglia Mottola. Il legale, parlando poi dell’udienza preliminare che si terrà il 15 gennaio prossimo, ha sottolineato che se l’esito dovesse essere il rinvio a giudizio “questo sarebbe condivisibile sotto il profilo umano ma non giuridico”.

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