Furia in casa, marito picchia a bastonate la moglie incinta: salva per miracolo


Un operaio di trent’anni, residente a Cadelbosco di Sopra, comune in provincia di Reggio Emilia, è stato denunciato per maltrattamenti contro la moglie aggravati dal fatto di averli compiuti in presenza di minori e ai danni di una donna in gravidanza. L’uomo maltrattava la moglie da anni, anche davanti ai figli. E il fatto che la donna fosse incinta di un altro bambino non ha assolutamente fermato il 30enne, il quale continuava a minacciare e trattare con violenza la donna.

L’ultimo episodio risale alla mattina del 25 Dicembre 2019, il giorno di Natale. L’operaio, al termine di una lite scaturita per futili motivi, ha preso a calci, pugni e persino a bastonate la coniuge 25enne. A rendere ancora più grave la violenza è il fatto che la ragazza si trovi al sesto mese di gravidanza. Al termine delle percosse il 30enne ha preso i due figli ed è uscito di casa. Fortunatamente la vittima è stata soccorsa tempestivamente da una vicina di casa la quale l’ha portata in ospedale per poter ricevere tutte le cure del caso. Giunta al nosocomio, la 25enne è stata ricoverata per gravidanza a rischio. (Continua dopo le foto).












Le forze dell’ordine si sono messe subito alla ricerca dell’uomo, il quale è stato rintracciato in serata dai Carabinieri. Le indagini effettuate dai militari hanno poi portato alla luce come le vessazioni nei confronti della compagna duravano da ben sei anni. Attualmente la donna si trova all’interno di una struttura protetta assieme ai due figli. L’incubo per la donna si risolve, ma in parte. La donna può riprendere in mano la sua vita, ma ancora sono in corso le indagini sull’uomo ai fini di una ricostruzione puntuale dell’accaduto. (Continua dopo la foto).



Giunta al nosocomio, la 25enne è stata ricoverata per gravidanza a rischio. L’uomo è stato cercato e  rintracciato in serata dai Carabinieri. Le indagini effettuate dai militari hanno poi portato alla luce come le vessazioni nei confronti della compagna duravano da ben sei anni. Attualmente la donna si trova all’interno di una struttura protetta assieme ai due figli. Bisogna attendere per comprendere gli esiti effettivi delle indagini sull’uomo e quale sarà il suo destino giudiziario. (Continua dopo la foto).

Dal sito del Ministero dell’Interno: è  “violenza contro le donne” ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. Così recita l’art 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne.La normativa, aggiornata con la legge n.69/2019 in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, rientra interamente nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul (2011), primo strumento internazionale giuridicamente vincolante ‘sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica’.L’elemento principale di novità della Convenzione è il riconoscimento della violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione. Essa prevede anche la protezione dei bambini testimoni di violenza domestica e richiede, tra le altre cose, la penalizzazione delle mutilazioni genitali femminili.

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