Emanuele, 35 anni, muore tra le braccia della fidanzata. Colpito da un infarto


Aveva soltanto 35 anni Emanuele Cuomo Coppola, il culturista morto improvvisamente per un malore. L’uomo era originario di Sirmione, un paese in provincia di Brescia, ed è deceduto tra le braccia della sua fidanzata Erika Munaretto. Il 35enne è spirato nell’appartamento di Riese (Treviso), dove da appena due settimane era andato a convivere insieme alla sua dolce metà.

Manuel, così come lo chiamavano i suoi amici, si è sentito male verso le ore 15 di ieri, mercoledì 8 gennaio. Inizialmente si era pensato ad un malessere passeggero, invece la situazione è precipitata ed un arresto cardiaco gli ha tolto la vita. Aveva da poco finito di pranzare. Una volta compresa la gravità della situazione, la sua fidanzata ha immediatamente allertato i sanitari del 118. Ma lui si è accasciato a terra ed ha iniziato a rantolare. (Continua dopo la foto)








Ha cercato invano di ristabilirsi, ma quando i medici del Suem di Montebelluna sono giunti con un’ambulanza da Castelfranco, non c’era quasi più nulla da fare. Per comprendere meglio l’accaduto si sono recati sul posto anche i carabinieri della compagnia di Riese. La corsa verso l’ospedale ‘San Giacomo’ si è rivelata inutile, infatti quando l’ambulanza è entrata nel nosocomio il 35enne era già spirato. (Continua dopo la foto)








Il cadavere del culturista è attualmente all’interno dell’obitorio dell’ospedale. Resta ancora da stabilire quando verranno effettuati i funerali e se prima sarà necessario o meno effettuare un’autopsia. Il sindaco del paese, Matteo Guidolin, ha espresso tutta la sua vicinanza ai parenti: “Non conoscevo Emanuele, ho saputo del dramma solo in serata. Siamo vicini al dolore della sua famiglia in questo momento”. Lutto anche nella sua Sirmione. (Continua dopo la foto)

 

Il proprietario della palestra dove Coppola si allenava lo ha ricordato così: “Veniva da noi spesso, non lo si poteva definire un cliente fisso ma frequentava il nostro centro con regolarità. L’ho visto l’ultima volta prima di Natale e mi aveva detto che si sarebbe trasferito nel trevigiano a casa della fidanzata”. Nella zona dove era andato a vivere non lo conosceva ancora nessuno, visto il poco tempo avuto a disposizione. Tralasciando il suo corpo possente, Manuel era ritenuto da tutti un uomo dall’animo buono. Il suo fisico era frutto di numerose ore trascorse nelle palestre e della grande attenzione riposta da lui nei confronti dell’alimentazione.

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