Lotteria Italia, il giallo su quei tre biglietti vincenti. Ecco dove sono stati venduti


La notizia è stata diffusa da Il Messaggero ed è già diventata virale. Si apre un vero e proprio giallo sul caso dei tre premi di terza categoria della Lotteria Italia, da 20mila euro l’uno, vinti a Ferno, in provincia di Varese, dai titolari di tre biglietti con matrici dai numeri quasi consecutivi: P474343, P474346, P474348. Sono stati più di 6,7 i milioni di biglietti venduti complessivamente. Si stima che in provincia di Varese siano stati acquistati 83.220 biglietti e che i premi di terza categoria siano circa 200: Ferno e altri tre nella medesima provincia, ovvero uno venduto nel capoluogo, uno a Somma Lombardo, uno a Gallarate sono stati davvero un bel colpo di ‘fortuna’.

Nelle ultime ore si discute sia l’identità del vincitore, ma non solo. I presunti vincitori fanno capo a matrici di biglietti vincenti troppo vicine. Il caso ha dell’incredibile. Come affermato da Salvatore Bonsangue, docente di matematica in Campania ed esperto di statistica e probabilità: “Un fatto come questo è altamente improbabile, siamo nell’ordine di una possibilità su un miliardo di miliardi di fatto, è praticamente impossibile. Per intenderci, è più facile che un meteorite cada sulla testa di una persona”. Un vero e proprio giallo che chiede apre indagini. Continua dopo la foto.








 

A dare il via al caso ‘improbabile’, Selvaggia Lucarelli che dalla sua pagina Facebook ieri ha chiesto: “Riguardo i biglietti estratti della Lotteria Italia permetto di segnalare la stranezza di tre premi estratti da 20.000 euro nello stesso blocchetto a Ferno (che può essere anche Malpensa). Credo che su 6 milioni di biglietti venduti sia statisticamente impossibile (salvo coincidenze epiche). Spiegazioni?”. D’altronde si sa che l’estrazione è automatizzata e viene effettuata da sette macchine, con un solo elemento di matrice. Resta il fatto, dunque, che la serie viene composta combinando lettera e numero, in  presenza dei vertici di Monopoli di Stato, di Guardia di Finanza e di un esponente del Codacons. Continua dopo la foto.






A tal proposito, l’avvocato Carlo Rienzi, presidente Codacons ha affermato: “Nel corso delle operazioni di estrazione non abbiamo rilevato anomalie. La procedura si è svolta regolarmente, senza intoppi. Il fatto è comunque decisamente strano. Presenteremo istanza ai Monopoli affinché facciano le verifiche del caso in modo da dare garanzie a tutti coloro che hanno acquistato i biglietti”. Tutto sembra aver seguito la normalità del caso, posto che in merito di ‘fortuna’, è davvero difficile concludere dove si ponga la verità assoluta. Un caso simile accadde anche nel 2015. Continua dopo la foto.



Fu il caso di Montepaone, in provincia di Catanzaro, quando nel bar Gerace in via Padre Pio  l’11 gennaio, un uomo ha vinto 4,3 milioni di euro giocando con una schedina di soli due euro. Fu un sei al Superenalotto che, due giorni dopo, nello stesso bar, portò fortuna anche ad un’altra schedina generata automaticamente con il sistema «quick pick»: un ‘cinque stella’ da oltre un milione di euro, davvero incredibile da spiegare. Insomma, la dea bendata non bacia tutti, ma a quanto pare è una dea un po’ pigra, che non ama percorrere lunghe distanze. Il karma, poi, ci mette pure del suo.

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