Gloria, costretta a prostituirsi e uccisa di botte: emergono dettagli inquietanti


Quarantotto anni di reclusione, contro i 60 chiesti dall’accusa, per la coppia accusata di aver costretto Gloria Pompili, 23enne di Frosinone, a prostituirsi e di averla massacrata di botte, fino a ucciderla, sotto gli occhi dei figli di tre e cinque anni. La Corte d’Assise del Tribunale di Latina ha condannato a 24 anni di reclusione la 40enne Loide Del Prete, zia della vittima, e il compagno Saad Mohammed Elesh Salem, 24enne di nazionalità egiziana.

Assolto invece Mohamed Mohamed Hady Saad, il 29enne marito di Gloria e fratello di Elesh Salem, accusato soltanto di maltrattamenti in famiglia e sfruttamento della prostituzione, per cui il pubblico ministero Carlo Lasperanza aveva chiesto 12 anni di carcere. La vittima, immersa in un contesto di profondo degrado, sarebbe stata costretta per anni a prostituirsi a casa, lungo l’asse attrezzato di Frosinone e sulla Nettunense, tra Anzio e Nettuno, e sarebbe stata picchiata ogni volta che provava a ribellarsi.









Una ragazza che viveva nella paura, per se stessa e per i suoi bambini, che una volta, come raccontato dalla ex proprietaria di casa della 23enne, erano stati anche messi dentro una cassetta legata con una fune e lasciata penzolare dal balcone. Secondo la pubblica accusa a risultarle fatale sarebbe stato un ultimo feroce pestaggio subito a Nettuno da parte della zia e del compagno di quest’ultima. Gloria Pompili venne colta da malore mentre, dopo la scarica di botte, la stessa coppia di parenti la stava riaccompagnando in auto a Frosinone.






Mentre lei era costretta a prostituirsi in casa, i figli venivano appesi a una cesta in balcone. Questo è solo uno dei dettagli inquietanti raccolti nella motivazione della sentenza con cui i giudici della Corte di Assise hanno condannato a ventiquattro anni di reclusione Loide Del Prete e il compagno di lei Saad Mohamed Mohamed Elesh Salem.



Morì sotto gli occhi dei figli, che erano con lei, su una piazzola di sosta della Monti Lepini, l’arteria che collega la provincia di Latina a quella di Frosinone, nel territorio del piccolo Comune di Prossedi. “Per gli imputati la cosa importante era che Gloria si prostituisse, mentre lei è morta per difendere i figli”, ha sostenuto il pm Lasperanza nel corso della sua requisitoria.

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