“È quello che vogliamo”. Ragazze investite a Roma, i genitori si fanno coraggio e parlano


Dopo aver riscontrato in Pietro Genovese un tasso alcolemico pari a 1.4, adesso a parlare sono i genitori delle vittime, profondamente straziati e rimasti uniti, per cercare di riprendere lucidità e forza, aiutando gli investigatori a fare luce sul caso. In particolare sono i  genitori di Camilla a prendere la parola, assediati da un dolore immenso, che però dedicano anche un pensiero alla famiglia di Pietro, il ragazzo che guidava il Suv.

“Non vogliamo vendetta, solo giustizia”, spiegano. Anche la madre di Gaia lancia un appello: non si trovano più il portafogli e le chiavi della sedicenne morta con l’amica di sempre a Corso Francia. Non si trova lo smartphone dove erano conservati frammenti della sua vita, le foto, i video. “Non ci sono parole per spiegare quello che stiamo vivendo. Rimangono solo il nostro silenzio e il nostro pianto disperato”, . così recita un breve post su Facebook scritto dal personale del Liceo Gaetano De Sanctis di Roma, l’istituto frequentato. Intorno al caso, tra lo strazio e la necessità di definire una pista certa che possa fare luce sulle dinamiche dell’incidente, gli appelli sono tanti, seppur le parole possano ancora mancare. Continua dopo la foto.









“Voglio giustizia, non vendetta”. E’ quanto ha riferito la mamma di Camilla Romagnoli, una delle due sedicenni investite a Roma nella notte tra sabato e domenica in corso Francia a Roma, al suo legale, l’avvocato Cesare Piraino. “Il padre, la madre e la sorella di Camilla  sono distrutti per quanto accaduto – spiega il penalista -. Una famiglia unita, colpita in modo tragico da questa vicenda. Attendiamo i risultati dell’esame autoptico, verrà svolto un esame esterno delle salme per accertare la dinamica di quanto accaduto”. Con queste parole, indirettamente, si chiede l’aiuto e la complicità di tutti, affinché si possa fare luce sulle dinamiche dell’incidente. Continua dopo la foto.






“Adesso non ho ragioni per andare avanti, lei era la mia forza dopo l’incidente che avevo subito”, a parlare è il padre di Gaia Von Freymann, come riferisce il suo legale, l’avvocato Giovanni Maria Giaquinto: “E’ molto provato, nel 2011 ha subito un grave incidente in moto, all’Eur, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Questa tragedia ha un risvolto ancora più drammatico perché colpisce un uomo già provato duramente. Questa mattina l’ho sentito, gli ho comunicato che oggi pomeriggio verrà svolto l’esame del corpo di Gaia. Questa notte non ha chiuso occhio, è distrutto per quanto accaduto”. Continua dopo la foto.



“Chiunque abbia ritrovato il cellulare di mia figlia lo consegni alle forze dell’ordine. E’ un iphone 8 rosso, con la cover rossa. Gaia quella sera non aveva con sè la borsa, ma aveva tutto in tasca. Chiunque abbia ritrovato effetti personali delle ragazze per favore li riconsegni”. Nel frattempo Corso Francia continua a riempirsi di mazzi di fiori e lettere per i due piccoli angeli. Nessuna vendetta, ma solo giustizia. I genitori delle vittime si abbracciano simbolicamente, per rimanere uniti in un momento di profondo dolore, dove è comunque necessario perseverare nelle indagini e agire nel rispetto della giustizia.

“Sono spariti”. Ragazze investite a Roma, l’appello della mamma di Gaia: non si trovano dal momento dell’incidente

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